La Clinton annuncia nuove sanzioni Usa contro il Nord
COREE Da Seul il segretario di Stato Usa lancia il suo monito al regime di Kim Jong-il. «Abbiamo definito misure specifiche che hanno lo scopo di destabilizzare le politiche del governo dell’isolato regime comunista»
Un incontro vis-à-vis con le controparti sudcoreane per riaffermare i solidi legami tra Washington e Seul, una visita alla Demilitarized zone (Dmz), la linea di sicurezza larga quattro chilometri che separa le due Coree all’altezza del 38esimo parallelo, e una cerimonia in onore delle vittime della corvetta Cheonan, affondata insieme a 46 uomini dell’equipaggio da un siluro nordcoreano il 26 marzo. È stata una visita piena di gesti simbolici quella ha portato ieri il segretario di Stato americano Hillary Clinton e quello alla Difesa Robert Gates nella parte meridionale della penisola coreana. Tutte le azioni compiute e le parole pronunciate dai due alti funzionari della Casa Bianca in ogni momento del viaggio sono state studiate attentamente a tavolino per mandare un chiaro e inequivocabile segnale a Pyongyang: adesso basta. Così un viaggio pensato inizialmente per commemorare i 60 anni dell’attacco del Nord contro il Sud che portò alla Guerra di Corea del 1950-53, si è trasformato nell’occasione per l’amministrazione del presidente Obama di lanciare un nuovo monito a uno dei nemici storici degli Stati Uniti, il regime comunista nordcoreano, e di rendere nota a tutta la comunità internazionale la decisione di Washington di colpire con nuove sanzioni Pyongyang.
«Abbiamo definito misure specifiche che hanno lo scopo di destabilizzare le politiche del governo, esercitando pressione sull’isolato regime comunista e non a danno della popolazione», ha dichiarato la Clinton da Seul. «È uno schema che punta a rafforzare la nostra esecuzione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu numero 1718 e 1874», che sono state adottate dopo il primo e secondo test nucleare della Corea del Nord, nel 2006 e nel 2009. «Il varo della serie di provvedimenti vuole potenziare la capacità di prevenire la proliferazione di Pyongyang, fermare le sue attività illecite di recupero dei fondi e scoraggiare possibili azioni provocatorie», ha sottolineato il segretario di Stato Usa al termine dell’incontro avuto insieme a Robert Gates con le controparti sudcoreane, Yu Myung-hwan e Kim Tae-young. In particolare gli Usa prevedono di utilizzare una moral suasion verso gli altri Paesi affinché smettano di acquistare beni vietati dal regime del Nord. «Continuiamo a tramettere questo messaggio a Pyongyang: c’è un’altra strada. Ma finché i nordcoreani non avranno cambiato direzione, gli Stati Uniti rimarranno con fermezza al fianco del popolo e del governo della Repubblica di Corea» ha dichiarato la Clinton.
Quattro mesi dopo l’incidente della corvetta Cheonan, che secondo Seul sarebbe stata affondata da un siluro del Nord, la tensione resta alta da entrambe i lati del 38esimo parallelo. Nell’incidente sono morti 46 marinai sudcoreani, ma Pyongyang ha negato ogni responsabilità in merito, minacciando nelle scorse settimane Seul di rappresaglie militari in caso di sanzioni. Ad aggiungere ultebenzina sul fuoco ci sono anche le manovre militari congiunte Sudcorea-Usa, annunciate da Gates poche ore prima dell’arrivo a Seul. Le esercitazioni, in programma per domenica prossima, vedranno la partecipazione di 8mila soldati di Washington e Seul, di una ventina di fregate e sottomarini, compresa la portaerei nucleare americana George Washington, e di oltre a 200 aerei, tra cui i caccia Usa F-22. Secondo quanto affermato dall’ammiraglio Robert Willard, comandante delle forze Usa nel Pacifico, si tratterà di un «forte segnale» a Pyongyang e a Kim Jong Il, il leader nordcoreano. Un segnale in merito al quale però, Pechino, storico alleato della Corea del Nord, ha già espresso la propria preoccupazione.
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