La resa dei conti nel Pdl
POLITICA Italo Bocchino chiede le dimissioni di Verdini e Cosentino e annuncia che i finiani valuteranno le mozioni di sfiducia delle opposizioni. Berlusconi annuncia: fuori dal partito e dalla maggioranza chi le voterà
Non mollano di un centimetro i finiani e ribadiscono la richiesta di dimissioni del sottosegretario Nicola Cosentino, dopo che il suo nome, assieme a quello di Marcello Dell’Utri, è finito nel registro degli indagati da parte della Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sull’eolico. Tanto da prendere in considerazioni per «valutarle» le mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni. Immediata la risposta di Berlusconi: chiunque votasse una mozione di sfiducia dell’opposizione per chiedere le dimissioni di esponenti di governo, a seguito di indagini ancora in corso, si porrà automaticamente fuori dal Pdl e dalla maggioranza. Concetto ribadito in una nota diffusa da Palazzo Chigi, nel quale Berlusconi afferma di voler «restare fuori dalle artificiose burrasche scatenate dalla vecchia politica politicante e da quanti, in maniera irresponsabile, giocano una partita personale a svantaggio dell’interesse di tutti. Il clima giacobino e giustizialista nel quale alcuni stanno cercando di far ripiombare il nostro Paese non è certo d’aiuto». Prima della presa di posizione di Berlusconi, lo stesso Italo Bocchino aveva sottolineato che l’obiettivo dei finiani non era certo il Cavaliere, bensì «quei dirigenti che stanno creando un problema all’immagine del partito per i loro comportamenti e non chi chiede, invece, pulizia morale all’interno del Pdl».
Chi invece chiede le dimissioni di Berlusconi è il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli: «Ormai il governo è travolto dagli scandali giudiziari: non passa giorno che non ci sia un ministro, un sottosegretario o un membro della maggioranza coinvolto in indagini della magistratura. Siamo ad una “Tangengentopoli due” che getta fango sulle istituzioni e il Paese non può permettersi un governo così delegittimato: Berlusconi deve rassegnare subito le dimissioni». Nel corso della giornata, Bocchino aveva ribadito la necessità di un «passo indietro» di Cosentino e Verdini: «Noi siamo convinti che questa inchiesta, al di là dei profili penalmente rilevanti che appaiono essere deboli rispetto ad una accusa così complessa, pongono a Berlusconi un problema di opportunità circa la presenza di Verdini al vertice del partito; così come c’è un problema di opportunità sulla presenza di Cosentino al governo e alla guida del partito in Campania». Durissima la replica del coordinatore nazionale del Pdl Sandro Bondi, che ha definito «nefasto» il ruolo di Bocchino nel dibattito interno al Pdl: «L’onorevole Bocchino punta continuamente sulla logica della provocazione piuttosto che su quella del confronto alto e costruttivo, che invece sarebbe necessario per affrontare i problemi e superare le incomprensioni ». Ma il finiano non ci sta: «Come si fa a considerare nefasto l’atteggiamento di chi chiede trasparenza e pulizia morale e difendere autori di episodi imbarazzanti per il Pdl?».
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






