Lazio, un bilancio poco “intelligente”
E' tempo di manovre e in Regione si litiga per l’assestamento dei conti in rosso. A farne le spese è, ancora una volta, l’ambiente depauperato delle risorse necessarie allo sviluppo di soluzioni intelligenti e alternative. Ieri sono scomparse le voci di spesa per il sostentamento della ricerca sulle “energie intelligenti”, come sono comunemente chiamate le fonti rinnovabili dopo che, nel 2006, si sono inaugurati tre progetti regionali per la loro implementazione sul territorio e non solo. Il Polo Solare, quello Idrogeno e quello sulla Mobilità sostenibile rischiano così di chiudere i battenti, abbandonati dalla giunta Polverini.
«Si tratta di centri d’eccellenza dell’innovazione tecnologica della nostra regione, all’avanguardia nel mondo» ha sottolineato Angelo Bonelli, capogruppo regionale e presidente nazionale dei Verdi, subito dopo il voto in Commissione Ambiente. «In particolar modo il Polo del solare organico - ha aggiunto - è il primo centro al Mondo che ha sviluppato il brevetto sul fotovoltaico organico, che applica il principio fotovoltaico per la produzione di energia realizzando pannelli con fibre vegetali. Il polo all’idrogeno invece è un centro di altissimo livello, primo in Europa, realizzato a Civitavecchia, che produce idrogeno come vettore di alimentazione di autobus».
Nelle tre realtà “intelligenti” sono impegnati quasi cento ricercatori, in partnership con le Università di Roma Tor Vergata e Sapienza. In soli tre anni dalla costituzione hanno raggiunto risultati che hanno attirato l’interesse di aziende straniere, con una progettualtà che, salvo imprevisti come quello appena verificatosi, dovrebbero impegnarli nel lungo periodo (la scadenza di alcuni progetti è addirittura fissata per il 2015). Accanto ai tagli dei finanziamenti per la ricerca ambientale, la Regione poi ha in cantiere l’abbattimento delle spese per la tutela delle acque e il contrasto all’abusivismo.
«Venti milioni di euro e il definanziamento del fondo per la lotta all’abusivismo edilizio sono tagli gravissimi», ha concluso Bonelli, accusando il governo Polverini di «mettere in ginocchio la regione con scelte inaccettabili».






