Mezzogiorno di fuoco
IN FONDO. Ha ragione Tremonti, a Sud, ma non solo a Sud, tra gli amministratori pubblici ci sono anche dei cialtroni incompetenti. La domanda è se il superminstro senza erre abbia i titoli per emettere giudizi così densi di sfumature.
Ha ragione Tremonti, a Sud, ma non solo a Sud, tra gli amministratori pubblici ci sono anche dei cialtroni incompetenti. La domanda è se il superminstro senza erre abbia i titoli per emettere giudizi così densi di sfumature. Perché a voler giudicare il suo operato con la stessa generosità, il divino Giulio ne uscirebbe davvero male. Un esempio per tutti, uno che conosciamo bene: i fondi all’editoria. In sintonia col suo precursore Bersani, il ministro ha deciso di togliere la certezza del diritto ai contributi per l’editoria politica e no-profit.
Non ha riformato le regole, escluso i truffatori, o anche solo ridotto gli stanziamenti lasciandoli “certi” in modo che le imprese editoriali potessero programmare la loro organizzazione (e i tagli conseguenti). No, in assoluto spregio alle aziende e all’occupazione, di cui si fa paladino, gli ha semplicemente reso la vita impossibile. Senza certezza del diritto al contributo le banche ci scaricheranno nel giro di pochi mesi e decine di testate, e migliaia di posti di lavoro svaniranno. E non sarà stato un articolo della Costituzione l’assassino.
La lista delle sviste tremontiane è in verità lunghissima. Parte dalla detassazione degli straordinari alle soglie della recessione, passa per il licenziamento di decine di migliaia di insegnanti, ricercatori e precari vari, e arriva alla riduzione degli stipendi bassi della pubblica amministrazione. C’è voluto quel bolscevico di Passera, l’ad di Banca Intesa, per ricordargli, dalle colonne del Sole 24 Ore, che è tempo di adeguare la tassazione delle rendite finanziarie agli standard europei e che la Tobin tax, la microtassa sulle transazioni finanziarie, non danneggerebbe le banche. Insomma al sud ci saranno anche dei somari. Ma a Roma abbondano i buoi.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







Commenti
tasse sulle famiglie per la gioia dei comunisti
Al sud ci saranno somari, a Roma saranno buoi. Ma i cittadini italiani non sono fessi. Tassare le rendite finanziarie significa solo aumentare la pressione fiscale sul risparmio delle famiglie per evitare di tagliare la spesa pubblica improduttiva e parassitaria. Che Berlusconi faccia questo non lo crederò, finchè non lo vedrò.