Pdl, rinviata la resa dei conti
DAL TRANSATLANTICO. Chiuso il caso Brancher, continuano roventi le polemiche sui tagli previsti dalla manovra e sulle intercettazioni. Gli enti locali: «Inaccettabile il diniego di avere un confronto col premier».
Dopo le dimissioni del ministro Aldo Brancher, a Silvio Berlusconi restano sul tavolo altre due emergenze prima della pausa per le vacanze: la manovra economica e il disegno di legge sulle intercettazioni. Sui provvedimenti economici che da oggi saranno discussi dall’Aula del Senato, il premier e il ministro Giulio Tremonti hanno stabilito una comune strategia. C’è totale apertura nei confronti delle richieste di Confindustria sul fisco, mentre non c’è disponibilità ad accogliere le richieste di Regioni ed enti locali che ritengono eccessivi i tagli che dovranno subire e che mettono a rischio l’erogazione dei servizi.
Sul rapporto con la Conferenza delle Regioni c’è anche un piccolo giallo. In un primo momento era filtrata la notizia di un possibile incontro con Berlusconi per ieri alle 17, ma poi sia Vasco Errani (che della Conferenza è presidente) sia Raffaele Fitto, ministro per gli Affari regionali, l’hanno smentita. L’incontro tra Berlusconi e Tremonti si è concluso con la decisione della richiesta del voto di fiducia al Senato e alla Camera per evitare sorprese. Secondo un’enfatica nota di Palazzo Chigi, «il presidente del Consiglio sotto la sua responsabilità e nell’interesse del Paese ha ritenuto di orientare il governo verso la richiesta di fiducia al Parlamento».
Per quanto riguarda le richieste delle imprese, la questione è stata risolta con una telefonata tra Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, e Berlusconi: sono già state corrette le misure relative alla riscossione e alla compensazione dei debiti e crediti fiscali. In Commissione Bilancio di Palazzo Madama è intanto stato approvato l’emendamento del relatore Antonio Azzollini (Pdl), sulle pensioni: le lavoratrici del pubblico impiego, a partire dal 2012, andranno in pensione a 65 anni come richiesto dall’Ue che aveva raccomandato l’equiparazione dell’età pensionabile delle donne con quella degli uomini. Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, segnala anche una brutta curiosità: «Il taglio del 50% ai Parchi nazionali previsto dall’articolo 7 della manovra non è una svista ma fa parte di una precisa strategia: si vogliono portare al collasso le aree protette per procedere alla loro privatizzazione».
Pierluigi Bersani, segretario del Pd, commenta ironico la telefonata Berlusconi-Marcegaglia: «È stato inelegante togliere due miliardi con un colpo di telefono mentre insegnanti, poliziotti, famiglie e disabili non sanno quel che succederà». Per quanto riguarda il ddl sulle intercettazioni, da ieri è ripreso il confronto nella Commissione Giustizia della Camera: gli emendamenti potranno essere presentati entro lunedì sera. Secondo il calendario dei lavori di Montecitorio deciso a maggioranza dalla riunione dei capigruppo, l’inizio del dibattito in Aula è fissato per il 29 luglio.
Intanto è stato fissato per oggi un vertice del Pdl a Palazzo Grazioli per esaminare più in profondità lo stato di salute della maggioranza e mettere a fuoco i rapporti con Fini e i finiani. La previsione alla vigilia del vertice è che la resa dei conti tra Berlusconi e Fini (come l’approvazione del ddl sulle intercettazioni) è rinviata a settembre.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







