Quelle parole di Nixon e Kissinger sull’affaire Allende
AMERICA LATINA. Oltre 3.700 ore di conversazioni tra il presidente Usa e il suo entourage, registrate tra il 1971 e il 1973 e ormai declassificate, sono state pubblicate in Cile dal sito nixontapes.org.
«Ho deciso di fare il “gancio” ad Allende. È un nemico». È la mattina del 5 ottobre 1971, due anni prima del golpe che porterà al potere il generale Augusto Pinochet. La storia del Cile, però, è stata per sempre segnata da questa minaccia tuonata dall’allora presidente statunitense Richard Nixon nella stanza Ovale. «Prima lo fai meglio è» gli fa eco il segretario di Stato, Henry Kissinger. È quanto emerge dalla trascrizione di oltre 3.700 ore di conversazioni tra Nixon e il suo entourage, registrate tra il 1971 e il 1973, per lo più all’inteno della Casa Bianca, e pubblicate dal sito nixontapes.org divise in argomenti, ora che sono state declassificate.
Nei giorni scorsi è stata la volta dell’affaire Allende, 106 pagine di colloqui che rivelano un’ossessione per il presidente cileno dell’Unidad popular e la ricerca di un pretesto per “prenderlo a calci”. «Tu dacci un piano e noi lo eliminiamo» dice Nixon a John Connolly, ministro del Tesoro e falco dell’amministrazione repubblicana. La decisione di defenestrarlo è già stata presa, perché il governo socialista ha nazionalizzato le compagnie statunitensi Kennecott e Anaconda, giganti del rame di cui il Cile è uno dei principali produttori a livello mondiale, e si rifiuta di pagargli 774 milioni di dollari. Nixon e Connolly sanno di non poter imporre sanzioni militari e quello che cercano è di bloccare le linee di credito e i mercati esteri del Cile per asfissiarne l’economia nazionale.
Si lamentano della morbidezza della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale, colpevoli di non tagliare i prestiti ai Paesi che espropriano, ma anche della divisione America Latina del dipartimento di Stato, definita «un disastro» perché composta da «persone carine», «molto spesso d’accordo con i comunisti». Nixon, Kissinger e Connolly sono soprattutto preoccupati che il virus delle espropriazioni possa espandersi e contagiare altri Paesi. «Se arriviamo a una sessione di caccia libera, dove ognuno sente che può confiscare qualsiasi cosa americana, allora avremo problemi», dice al presidente l’imprenditore Charles Bluhdorn, preoccupato che l’industria del Paese non possa reggere il confronto con la tedesca e la giapponese.
Colpire uno per educarne cento è in estrema sintesi l’idea di politica da portare avanti nel backyard, il giardino di casa. Punire Allende doveva essere una maniera per far capire «a tutti i governi e i gruppi rivoluzionari in America Latina fino a che punto potessero spingersi». Gli strali di Nixon coinvolgono anche la Chiesa cattolica che «per un terzo è diventata comunista e per un terzo di centro», niente a che vedere con la «Chiesa dei giorni andati su cui si poteva contare e che giocava un ruolo importante nelle questioni fondamentali». In Cile le registrazioni sono state riprese solamente dal sito Ciper (Centro de investigacion periodistica): nessuno dei grandi media ha dato spazio alla pubblicazione delle conversazioni di Nixontapes.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






