Un’altra subrette in politica. Nel suo cv: giovane e meridionale
COMMENTO. L’Italia è, oramai, berlusconizzata. L’ultimo esempio ci viene dalla Campania, dal presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro.
L’Italia è, oramai, berlusconizzata. L’ultimo esempio ci viene dalla Campania, dal presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro, già noto per le sue disavventure giudiziarie e gastronomo di fiducia del premier al quale inviava personalmente le mozzarelle provenienti da quel bucolico paradiso dell’ager campanus, dove il materiale di risulta ha superato in percentuale la terra, Sant’Antimo. L’ardito cruscante santantimese, i cui strafalcioni sono eternati su Youtube, ha appena nominato assessore alle Pari opportunità e alle politiche giovanili un’altra velina, tale Giovanna Del Giudice, maitre à penser di Somma Vesuviana. E Cesaro, semper adamas in onore della destra che fu, ribatte: «La Del Giudice ha un curriculum».
Un fremito di orgoglio nazionale percorre gli indomiti animi campani nell’apprendere che la neoassessora è, a ventisei anni, laureanda in giurisprudenza, assistente marketing dell’impresa d’abbigliamento di famiglia nonché - rullo di tamburi - assistente parlamentare di Maria Rizzotti, Enzo Ghigo e Gilberto Fratin. Tutti lavori per i quali bisogna superare difficili selezioni pubbliche e che vengono vinti, notoriamente, per criteri oggettivi e non grazie ai contatti personali. Al di là dell’ironia con la quale preferiamo causticare queste ferite, è chiaro che, in Italia, con Mara Carfagna, non è passato un caso, ma un principio.
La politica è diventata agenzia di collocamento delle soubrette. Ancora più paradossale, e umiliante, è che proprio coloro le quali prima allegramente mostravano culi e tette, ora diventano quelle che dovrebbero promuovere le donne in forza delle loro competenze, sovvertendo quel ruolo decorativo che loro stesse hanno contribuito a determinare, nei sonnolenti e volgari pomeriggi televisivi italici dove, da veline, regalavano lascivi tremori agli infelici lobotomizzati dal tubo catodico ormai in andropausa.
Ugualmente deprimente è la delega alle politiche giovanili. Un eloquente segno dei tempi, o meglio della regressione, della nostra epoca. Per Cesare Lombroso, d’altronde, i “selvaggi”, i meridionali, i giovani e le donne, erano tutti accomunati dall’incapacità d’intendere e di volere. Nell’ideologia berlusconiana, razzista e sessista, i problemi delle donne, dei giovani o dei migranti sono la stessa cosa; perché sono tutti lombrosianamente minus habentes. A questo punto, varrebbe la pena assegnare alle ministre-veline anche la delega al Mezzogiorno, e tutto sarebbe perfetto.
La velina, quindi, incarna la gioventù, non solo in forza della propria bellezza, ma perché i giovani di questa mitologia berlusconiana non studiano né ragionano; le loro uniche preoccupazioni sono rappresentate dalla discoteca, dal Grande fratello o da un altro bordello mediatico irradiato dalle televisioni.
La Campania, infine, già seppellita dalla monnezza, viene travolta dall’onta di essere il laboratorio della politica dell’eros berlusconiana. Qui è scoppiato il caso Noemi, sono assessore Eleonora Romano, il cui padre minacciò di darsi fuoco se la figlia non fosse entrata nel listino delle europee, e Francesca Pascale, indimenticabile starlette della trasmissione napoletana Telecafone.
Ma lo sdegno non deve impedirci di vedere la ratio politica di questa strategia. Il potere, cooptando soggetti assolutamente inadeguati, sa che questi saranno nei secoli fedeli e riconoscenti. E il potere sarà sempre più forte.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






