Una Regione in deroga

Riccardo Bottazzo (Terra a Nordest)
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CACCIA. Come ogni anno il Veneto approva una legge che consente di sparare a specie tutelate dall’Unione europea.

La chiamano la legge “ammazza fringuelli”. Ma potrebbero chiamarla anche legge ammazza storni, oppure ammazza peppole, o prispoloni o pispole e via dicendo. Tutte specie di uccelli che hanno in comune due caratteristiche, oltre a quella di essere piccoli volatili insettivori utili all’agricoltura: essere protetti dalla comunità europea di essere ambiti trofei di caccia. Stiamo parlando della cosiddetta “legge deroga” che la Regione Veneto ha varato sin dal 2002 e che ogni estate ripropone per consentire alle doppiette di sparare ad animali che sono tutelati tanto dalla legge italiana che da quella europea, per tacere del semplice buonsenso.
 
Vale la pena di ricordare che, a tale proposito, la Corte di Giustizia europea il 15 luglio scorso ha condannato l’Italia a pesanti sanzioni per la legge deroga ed è in corso un processo contro il nostro Paese perché questa legge viola la Direttiva Comunitaria “Uccelli”. Ma nonostante questo, la Regione Veneto, che ha tradizionalmente mantiene un canale preferenziale con gli ambienti più retrogradi delle associazioni venatorie,  continua imperterrita a riproporre ogni anno il meccanismo della deroga.
 
Solo lo scorso anno, la pesante campagna di ostruzionismo dell’allora consigliere regionale verde Gianfranco Bettin, che depositò oltre 5 chili di emendamenti (più o meno diecimila proposte di modifica), riuscì a bloccare la deroga scatenando le ire dei cacciatori che non a caso cambiarono partito di riferimento: dall’ala ex An del Popolo delle Libertà alla Lega. Ed è proprio la Lega infatti che quest’anno si è incaricata di pagare dazio alle doppiette presentando un’altra proposta di legge in deroga per la stagione venatoria che si aprirà a settembre. Il pdl è stato licenziato dalla commissione agricoltura il 20 luglio dove, oltre ai prevedibili voti favorevoli del centrodestra al governo (Lega, Pdl e Udc) ha incassato anche una significativa astensione degli esponenti del Partito democratico.
 
Tanto per ricordare agli ambientalisti che non sono loro certo loro l’alternativa a questa destra. Privi di un riferimento verde in Consiglio regionale, le associazioni anticaccia hanno deciso di diffidare tutti e sessanta i consigliere regionali a votare a favore di un provvedimento considerato illegittimo e già sanzionato dalla Corte europea. «Bisogna chiedere al Parlamento italiano – ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della Lac, Lega per l’abolizione della caccia – di approvare una legge con la quale venga previsto che chi paga le spese e le sanzioni europee per la caccia in deroga non siano tutti i cittadini italiani, bensì tutti gli assessori, consiglieri regionali, europarlamentari che hanno approvato queste disposizioni illecite».
 
Lac, Lav, Enpa, Lipu, Legambiente, Wwf, Anpana, Lida e le altre associazioni contro la caccia hanno lanciato una campagna chiedendo ai sostenitori di farsi sentire in consiglio regionale tempestando di mail, di fax e di telefonate i consiglieri della maggioranza e dell’opposizione per chiedere loro di rispettare, oltre la fauna selvatica, anche la legalità. Il pdl per la caccia in deroga presentato dalla maggioranza di centrodestra andrà ora in consiglio regionale dove nessuno si attende una opposizione neppure di facciata da parte dei democratici.  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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