«L’ambiente è di tutti»
INTERVISTA. Parla l’ideatore del sito “la Terra dei Fuochi” che documenta i roghi di rifiuti smaltiti illegalmente.
Angelo Ferrillo, fondatore del sito internet “La Terra dei Fuochi” seguito da 15.000 persone, si occupa di documentare e denunciare i numerosi roghi legati allo smaltimento illecito dei rifiuti in Campania.
Perché ci tieni a specificare di non essere un ambientalista?
Ritengo questa parola abusata. Battersi per l’ambiente non è prerogativa di una parte, ma dell’intera società. è sbagliato fare la differenza tra l’essere cittadino e ambientalista. Purtroppo, l’opinione pubblica vede gli ambientalisti come lontani da sé. Il dibattito dovrebbe ripartire dalle basi e dai diritti, in primis quello alla salute. I movimenti ambientalisti sono nati per sensibilizzare la società e contrastare un sistema di sviluppo non sostenibile. Concordando sul fallimento del sistema che ci ha portato agli attuali disastri ecologici, per essere onesti, bisogna anche ammettere il fallimento dell’ambientalismo così come l’abbiamo conosciuto finora, comprese le sigle ufficiali che l’hanno proposto in ogni modo e forma. Visti fatti e risultati, urge la necessità di una sana e seria autocritica e ricominciare tutto da zero.
Perché “La terra dei fuochi”?
Il sito l’ho creato come semplice cittadino mosso da una sorta di esasperazione dovuta alle numerose prove di un problema che attanaglia la mia terra, messo in evidenza dai “Dossier Ecomafia” di Legambiente e dal libro di Saviano, ciononostante caratterizzato da un’immobilità istituzionale e civile. Per questo ho pensato di adottare una strategia usata in paesi dove la censura è molto forte e le informazioni riescono a filtrare solo attraverso Internet. L’iniziativa ha avuto un grande seguito e numerosi cittadini si sono uniti nel segnalare, documentare e denunciare. Abbiamo sporto numerose querele, e siamo riusciti a portare la nostra documentazione ai massimi vertici istituzionali, in Italia e in Europa.
Qualcuno lamenta che i Vigili del Fuoco non rispondono alle segnalazioni.
La situazione è drammatica e paradossale: i Vigili del Fuoco hanno le mani legate poiché di solito arrivano quando il rogo è già spento, spesso si trovano a dover ignorare la segnalazione e concentrare le proprie forze (poche) su altre emergenze.
L’assessore regionale all’Ambiente Romano ha dichiarato che per smaltire le ecoballe accumulate a Taverna del Re (Giugliano in Campania), utilizzando solo l’impianto di Acerra, ci vorranno 35 anni. Un altro impianto è presentato come soluzione obbligatoria.
Per Taverna del Re esistono metodi alternativi, ma la posizione di Romano sembra un diktat. L’assessore avrebbe potuto affermarlo nel caso in cui avesse proposto la comparazione con altri metodi e instaurato un dialogo con le comunità locali, ma ciò non è avvenuto. Gli impianti di trattamento meccanico-biologico a freddo si costruiscono in breve tempo e potrebbero trattare le ecoballe in tempi più rapidi.
Da quando il termovalorizzatore di Acerra è in funzione i roghi sono diminuiti?
Assolutamente no, perchè l’impianto non accoglie rifiuti speciali che sono prodotti, e smaltiti, illegalmente.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






