Anche Chiodi sapeva
POST TERREMOTO. Durante gli interrogatori Ezio Stati e Vittorio Angeloni respingono le accuse dei magistrati sul ruolo nell’Appaltopoli aquilana. Nell’inchiesta coinvolti uomini di Finmeccanica e Protezione civile.
Niente mazzette in buste gialle: roba da prima Repubblica, ormai superata. E nemmeno versamenti su conti offshore: si attirerebbe l’attenzione della Finanza. Nell’appaltopoli aquilana, la merce di scambio, per essere favoriti nell’assegnazione dei lavori per la ricostruzione post terremoto, andava sotto il più discreto nome di “regalo”. Televisori, automobili, diamanti.
Vincenzo Angeloni, imprenditore ed ex parlamentare di Forza Italia, interrogato ieri dal gup a L’Aquila, insieme a Sabatino Stornelli, dirigente di due controllate del gruppo Finmeccanica, avrebbe scelto il dono più adatto per ciascuna delle persone che, secondo i magistrati, lo hanno favorito negli appalti del cratere. Uno schermo ultrapiatto per Ezio Stati, esponente di spicco del Pdl abruzzese. Un anello con diamante da 15 mila euro per la figlia, Daniela Stati, membro della Giunta di Gianni Chiodi con la delega all’ambiente e alla Protezione civile. E un’Audi A4 per il marito, Marco Bozzelli. Trama per niente banale, che vede al centro pezzi del mondo Finmeccanica.
Sati, padre e figlio, sarebbero stati i referenti politici dell’operazione. Ma Chiodi ha comunque dato un avallo convinto ai provvedimenti del suo assessore.
Tutto ruota intorno ad Abruzzo Engineering, società che appartiene per il 60% alla Regione, per il 30 alla Selex service management,controllata del gruppo Finmeccanica e il restante 10 alla provincia dell’Aquila. Attraverso la società abruzzese, Angeloni e Sabatino Stornelli, amministratore delegato della Selex, sarebbero riusciti a penetrare nei lavori collegati alla ricostruzione. Il profitto ammonterebbe a circa 1 milione e 500 mila euro. L’Abruzzo Engineering nasce nel 2006 per volontà di Ottaviano Del Turco che le affida il cablaggio della rete adsl in regione. L’anno successivo la Selex, già guidata all’epoca da Stornelli, che è originario di Avezzano, entra nella proprietà.
Dopo pochi mesi però, le cose per l’azienda si mettono male. Dalla fine del 2008, da quando cioè Gianni Chiodi diviene presidente, la giunta regionale non le affida più alcuna commessa. Nel giro di due anni, si ritrova quindi con un debito di oltre 20 milioni e il rischio di cassa integrazione per centinaia di lavoratori. Tuttavia, dopo il terremoto qualcosa cambia. Daniela Stati si prodiga per inserire l’Abruzzo Engineering negli appalti del cratere. Dalle intercettazioni sembra che concordi le mosse con Carmine Tancredi, socio dello studio di commercialista del presidente della Regione: «Tu tieni conto che Gianni Chiodi queste cose che io sto dicendo a te, eh, ne conosce perfettamente», la rassicura Tancredi.
E il 15 settembre 2009 arriva l’Ordinanza numero 3808 della Protezione civile, che modifica il precedente atto del 3 settembre e inserisce l’Abruzzo Engineering tra i soggetti che avranno il compito di gestire i moduli di domanda dei privati per la ricostruzione delle proprie abitazioni o per l’acquisto di nuove. Così Daniela Stati a Stornelli cosa sono riusciti a spuntare: «Sabatì...scusami...allora dopodomani...fanno una riunione Abruzzo Engineering, Carlini, Antonio Centi che è l’Unione dei Comuni e noi come Protezione civile...così diciamo all’Unione dei Comuni che devono utilizzare le cinquanta persone di Protezione civile per fare una sorta di organo di controllo di tutte le verifiche le schede...ci siamo inventati un progettino così... Spaziante ha dato il nulla osta questa mattina».
Vincenzo Spaziante è un signore che Stornelli conosce molto bene. Oltre ad essere uno dei responsabili del dipartimento della Protezione civile, è anche presidente di Selproc, controllata di Seicos e Selex, società di cui è amministratore delegato proprio Stornelli. Spaziante è insomma l’uomo di contatto tra Bertolaso e Finmeccanica. E la società di Guaraglini sembra avere molti interessi in Abruzzo. In un filone dell’inchiesta sui fondi neri, il magistrato Woodcock ordinò una perquisizione nella sede della squadra di calcio “Valle di Giovenco”. Di proprietà di Finmeccanica, ne è stato presidente Sabatino Stornelli, succeduto allo stesso Vittorio Angeloni coinvolto nell’inchiesta appaltopoli.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






