Caldo record in Russia, morte 41 persone per i roghi

Susan Dabbous

CATASTROFI. Gli incendi proseguono da una settimana, dovuti all’ondata straordinaria di calore. Devastati 650mila ettari di terreno e foreste, le fiamme si stanno avvicinando a un centro di ricerche nucleari.

Impressionanti.  Le immagini satellitari dell’agenzia spaziale europea non lasciano alcun dubbio: colonne di fumo, causate da incendi, si levano dalla Russia centrale e dalla regione intorno a Mosca. E le fiamme si stanno avvicinando pericolosamente al centro di ricerche nucleari di Zarov, a 400 chilometri dalla capitale. Per il momento le autorità locali hanno comunicato che la zona è sotto controllo. Sul posto sono arrivati più di duemila vigili del fuoco e il capo dell’agenzia atomica russa ‘Rosatom’. Si spera quindi di scongiurare la minaccia atomica.
 
Il caldo però imperversa ancora, venerdì si potrebbero toccare i 45 gradi, con un miglioramento previsto solo attorno al 9 agosto. Aumenta così il numero degli incendi, mentre Mosca è sotto la morsa dell’afa e dell’inquinamento, l’aria si è fatta irrespirabile a causa della massiccia presenza di monossido di carbonio. Nei boschi e nei villaggi distrutti dai fuochi, poi, si è appesantito il bilancio delle vittime: almeno 41, ma il numero delle persone annegate in fiumi e laghi alla ricerca di refrigerio supera già i 200.
 
La maggior parte degli annegamenti registrati riguarda persone ubriache e bambini che si lanciano avventatamente in acqua anche in piena notte, colti dal caldo innaturale a cui non sono abituati. Il ministero per le Situazioni di emergenza ha  dato i numeri della «enorme tragedia», sono 332 gli incendi boschivi scoppiati solo nelle ultime 48 ore, tra questi 247 sono stati domati, mentre le fiamme continuano a infuriare su una superficie di 172.372 ettari, in totale sono 650mila gli ettari di terra andati distrutti.
 
E questo a fronte del massiccio impegno dei pompieri e dell’esercito con 240mila soldati mandati per ordine del presidente. Le cause dei roghi sono principalmente di origine naturale. Per gli esperti la torba (la zona paludosa) sta prendendo fuoco alcuni metri sotto terra per un’eccezionale autocombustione. Il presidente Dmtri Medvedev, due giorni fa ha decretato lo stato di emergenza in sette regioni, mentre il premier, Vladimir Putin, ha ricevuto ieri 14 governatori per fare il punto della situazione e organizzare i volontari.
 
Accanto agli incendi provocati dal caldo, spunta però l’ipotesi di speculazioni.  Secondo molti giornali locali, alcune persone avrebbero approfittato degli incendi per dare fuoco alle proprie case in vista dei fondi promessi da Putin per la ricostruzione delle abitazioni. Sfiniti dall’afa e dallo smog i moscoviti, che per il momento non sono colpiti dagli incendi, hanno preso d’assalto l’unico museo del ghiaccio di tutta la Russia.
 
In Italia invece aumenta la preoccupazione per il rialzo del prezzo del grano, raddoppiato nel mese di luglio a 0,21 centesimi di euro al chilo, proprio a causa della scarsezza dovuta alla calura. La Coldiretti ha lanciato l’allarme: se si continua così, gli incendi russi si trasformeranno presto in un insostenibile caro-pasta per il Belpaese. Il caldo, infatti, ha distrutto oltre 10 milioni di ettari di coltivazioni di grano.   

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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