Cassonetti in fiamme

Giorgio Mottola

EMERGENZA RIFIUTI. Palermo sprofonda di nuovo nella crisi, dalla periferia al centro. L’Amia: mancano i mezzi. Ma gli autocompattatori rimangono nei depositi. Roghi anche in diversi comuni della provincia..

Come una luce intermittente, l’emergenza rifiuti a Palermo si accende e si spegne, a periodi alternati. Da qualche giorno, la città sembra essere ripiombata in una crisi profonda. L’Amia, la società di raccolta rifiuti del comune di Palermo gravata da un buco di bilancio di oltre 80 milioni di euro, da quasi due settimane non è più in grado di svolgere il servizio di svuotamento dei cassonetti. La situazione, già molti mesi fa, era sfuggita di mano nelle periferie, come lo Zen e Brancaccio. Ma ora anche nel centro storico sono sorte vere e proprie discariche a cielo aperto.
 
La risposta dei palermitani è simile a quella che misero in atto i napoletani durante l’ultima emergenza rifiuti: fiamme ai cassonetti. È dal 26 luglio che si susseguono quotidianamente i roghi nel centro, come nelle zone periferiche. Ieri, è stato appiccato il fuoco anche a un cumulo di immondizia che sorgeva in via D’Amelio, il luogo in cui fu ammazzato Paolo Borsellino.
 

Dopo l’apertura della quarta vasca nella discarica di Bellolampo, si pensava che l’emergenza potesse essere sotto controllo almeno fino a fine a anno. A Palermo, infatti, diversamente che a Napoli, il problema non è dove riporre l’immondizia: di spazio, al momento, ce n’è. Le difficoltà sono piuttosto legate a una serie di disfunzioni organizzative che “creano” la crisi e rafforzano il partito dei termovalorizzatori. Il rallentamento o, in certi casi, la sospensione della raccolta dei rifiuti è dipesa negli ultimi giorni da un guasto tecnico a Bellolampo. Secondo quanto hanno riferito i responsabili della discarica, si sarebbe rotto uno dei trituratori dell’impianto di pretrattamento. Ciò avrebbe fatto impazzire il sistema. Nei giorni scorsi c’erano infatti davanti ai cancelli file chilometriche di camion che provenivano da tutta la provincia.
 
Ma a Palermo i problemi potrebbero perdurare anche dopo la riparazione del guasto. L’Amia, infatti, è sempre più in difficoltà: gli operatori reclamano innanzitutto più mezzi. Anche questo però potrebbe rivelarsi come fattore che condiziona ma fino a un certo punto. Pochi giorni fa, si è scoperto che sei autocompattatori e sette mezzi leggeri, che erano stati presi in prestito dall’Ato Simeto, non sono mai stati utilizzati: si trovano ancora oggi nei depositi dell’Amia.
 

«Non si riesce a venire a capo di questa situazione – è il commento di Ninni Terminelli, consigliere comunale e segretario cittadino del Pd a Palermo – Sindaco e amministrazione comunale in una fase così delicata sono completamente assenti. L’Amia non è più in grado gestire questa emergenza». Per la prima volta, la crisi dei rifiuti si è spostata in modo preoccupante anche fuori dalla città di Palermo. Si segnalano infatti roghi anche a Partinico, a Castronovo, al confine con la provincia di Agrigento e a Giacalone.
 
Ha destato particolare preoccupazione il rogo appiccato a un deposito di immondizia vicino a Villabate. La nuvola di diossina ha invaso per diverse ore l’autostrada Palermo-Catania.   

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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