Clima-gate, Ipcc assolto con riserva
SCIENZA. Aveva fatto scatenare, per il suo “catastrofismo”, le piccole ma ben finanziate schiere dei negazionisti: parliamo della previsione dell’Istituto dell'Onu, deputato a indagare i cambimenti climatici, che preconizzava lo scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya già nel 2035.
Aveva fatto scatenare, per il suo “catastrofismo”, le piccole ma ben finanziate schiere dei negazionisti: parliamo della previsione dell’Istituto dell Onu, deputato a indagare i cambimenti climatici, che preconizzava lo scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya già nel 2035. A “giudicare” l’operato dell’Ipcc è stato chiamato un “consiglio inter accademico” (lo Iac), un ente ombrello di coordinamento tra centri di ricerca. Ieri il suo coordinatore Harold Shapiro ha emesso il verdetto in una conferenza stampa a New York: «Complessivamente, secondo il nostro giudizio, l’Ipcc ha condotto con successo le sue analisi e ha ben servito la società». Però. Non mancano infatti le critiche. Intanto al fatto che l’errore previsionale fosse dovuto all’utilizzo di materiale di ricerca non pubblicato e non revisionato da altri scienziati, la cosiddetta grey literature. Poi al trattamento dell’errore. La risposta sarebbe stata «lenta e inadeguata». Poi ai metodi di trattamento dell’incertezza che variano sensibilmente nei diversi gruppi di lavoro. E infine alla “rotazione” delle cariche di responsabilità. Una critica palese alla rielezione nel 2008 dell’attuale direttore Pachauri. Nessuna critica all’allarme climatico.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






