A come Atalanta, B come...
CALCIO. Domani inizia la serie B, la prossima settimana la massima serie. Il campionato italiano dalla A alla Z.
A come Atalanta. Si era oramai abituati a considerarla la prima squadra, in ordine alfabetico, della serie A. Invece quest’anno non sarà la prima neanche in serie B, essendoci l’Ascoli. è difficile spiegare a un bambino perché la squadra di Bergamo non si chiama Bergamo bensì Atalanta.
B come la Bestia. Baptista va via dalla Roma dopo due anni mediocri. Ora la Roma si affida a Adriano, segno che crede nell’assunto sociale che non esista il tossicodipendente ma solo il consumatore.
C come Cassano. Lui era un deviante. Una donna l’ha cambiato. Ora è l’ultima speranza per la nazionale di Prandelli.
D come Danilevicius. Lui e Stankevicius hanno i cognomi più affascinanti di tutto il campionato.
E come Edison Cavani. Sarà lui il capocannoniere della serie A? Con Lavezzi, Hamsik e Quagliarella comporrà un quartetto spumeggiante che divertirà il San Paolo.
F come Fini. La ex moglie tifava Lazio. Erano gli anni di Storace governatore e di Di Canio che alzava la mano tesa. Se ne sono viste di cotte e di crude: società sanitarie a lei intestate accreditate in pochi giorni.
G come Galliani. Quando il Milan perde, è una soddisfazione immensa vederlo uscire dallo stadio con la coda tra le gambe dieci minuti prima della fine della partita.
H come Hellas Verona. Tutti la hanno dimenticata pensando che il Chievo di Campedelli sia la squadra per antonomasia di Verona. L’Hellas è oramai desaparecida.
I come Inter. È finita un’era, quella di Moratti.
L come Lippi. Gli è stata dedicata persino una suoneria per telefoni cellulari: “Hai tolto Balotelli, hai tolto anche Cassano, adesso vai a nasconderti ma ricaccia prima il grano. Vergogna, vergogna.”
M come Mancini. Ha fatto spendere ai suoi padroni 28 milioni di euro per Balotelli. Non è proprio il momento storico giusto per lavorare in Italia qualora tu sia un ragazzo esuberante e per giunta di colore. Dopo la fuga dei cervelli, ora c’è pure la fuga di Balotelli.
N come Napoli. E se vincesse lo scudetto alla faccia della Padania e della Lega?
O come Oronzo, il patrono di Lecce. I giallorossi – quelli modesti e non di proprietà dell’Unicredit – saranno temibili per tutti.
P come prigione. Nelle galere italiane non si vede l’ora che ricominci il campionato, almeno i sabati, le domeniche e i lunedì passeranno più velocemente. Il calcio è lo sport più praticato nelle prigioni, quasi più dello scopone.
Q come Quagliarella. Se non gli fosse stato segnalato il fuorigioco millimetrico nel goal segnato alla Slovacchia, forse sarebbe stata tutta un’altra storia.
R come Ranocchia. Finirà presto in Nazionale. È molto più forte di Bonucci e Chiellini. Da gennaio 2010 giocherà nell’Inter. Il suo sarà un campionato diviso in due.
S come Sampdoria. La squadra più simpatica del campionato, quella con la maglia più bella e i giocatori più modesti.
T come Toni. Ora è del Genoa, dopo un anno non proprio felice trascorso nella Roma. Che sia finita l’epoca dei centravanti di sfondamento?
U come ultras. La tessera dei tifosi è una sciocchezza. La polizia usa menarli e loro usano menare la polizia. E poi tocca a noi garantisti recarci in galera a visitare studenti universitari disinteressati al calcio incredibilmente scambiati per pericolosi ultras.
V come Ventura. Il più vecchio, spregiudicato e saggio allenatore della serie A. La sua Bari gioca con due ali e due punte. Se Ghezzal dovesse segnare più di Meggiorini sarà dura per le difese avversarie.
Z come Zamparini. Si è tenuto Miccoli – quello del Che tatuato – e ciò gli fa onore.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







