Il “grande fratello”

Giorgio Mottola

RETROSCENA. Le amicizie e gli interessi di Sabatino Stornelli, amministratore delegato di Selex, società del gruppo Finmeccanica, finito nell’inchiesta della magistratura abruzzese. Da Telecom a Paolo Berlusconi.

La faccia paffuta da contadino abruzzese di Sabatino Stornelli può risultare persino rassicurante. A nessuno verrebbe in mente che il dirigente di Finmeccanica, colpito ieri da un provvedimento di obbligo di dimora, sarebbe potuto diventare il signor Grande Fratello in Italia. Dal 2006, la Seicos, società di cui Stornelli è amministratore delegato e controllata al 100%  dal gruppo di cui è presidente Guarguaglini, insegue il mega appalto della centrale unica di ascolto. Si è infatti molto chiacchierato sulla possibilità che Finmeccanica, insieme a una società di Ubaldo Livolsi, ex dirigente di punta di Fininvest di cui Stornelli è molto amico, possa prendere in gestione l’attività di intercettazione telefonica per conto delle Procure di tutta Italia.
 
Inizialmente, il progetto era molto più ambizioso: diventare monopolista per le forniture nel settore della sicurezza nazionale. E quindi gestore unico di tutto ciò che ha a che vedere con la sorveglianza delle infrastrutture strategiche e delle reti informatiche. Lo scandalo dei fondi neri, che ha allungato su Finmeccanica l’ombra inquietante di Gennaro Mokbel, ha costretto a ridimensionare le ambizioni. Non è un caso che per un ambito strategico come quello dell’intelligence sia stato scelto proprio Sabatino Stornelli.
 
Prima di lavorare per Guarguaglini, il manager abruzzese era dirigente di punta di Telecom, durante la gestione Tronchetti Provera, che nella partita della sicurezza voleva entrarci con il progetto Super Amanda, saltato dopo la vicenda delle intercettazioni illegali. Stornelli è un uomo di cui Finmeccanica si fida molto. Oltre che di Seicos, è amministratore delegato anche di Selex Service Management, altra controllata del colosso industriale a capitale pubblico per il 33%. La società è uscita abbastanza malconcia delle indagini della magistratura sui fondi neri. Gli inquirenti ipotizzano che emettesse fatture false per milioni di euro al fine di creare illegalmente riserve di denaro in paradisi fiscali. 
 
Nonostante ciò, la Selex, guidata da Stornelli, è riuscita a mettere piede in due vicende importanti:  l’istallazione degli impianti di controllo della velocità sulla rete autostradale e la realizzazione del software che sta alla base del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti. Nel primo, ha giocato un ruolo da protagonista Paolo Berlusconi. Nel 2008, come è emerso dalle indagini sulla “cricca”, il fratello del premier fece pressione su Angelo Balducci, allora direttore del Consiglio superiore dei lavori pubblici, per l’omologazione del “Celeritas”, brevettato da Selex, unico competitore in Italia del “Tutor”, che sulle autostrade monitora l’andatura  delle automobili.
 
All’appalto del Sistri, invece, la Selex c’è arrivata attraverso un affidamento diretto da parte del Ministero dell’Ambiente. Ad occuparsi della pratica è stato il capo tecnico della segreteria della Prestigiacomo, Luigi Pelaggi, anch’egli ex uomo Telecom, che conosce bene Stornelli dai tempi del comune impegno in azienda.                          

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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