Il migrante sbarca in Puglia

Dina Galano

IMMIGRAZIONE. Si intensificano gli arrivi per mare mentre molti stranieri regolari lasciano il Nord della crisi economica per lavorare nelle campagne foggiane. Ora gli amministratori della Regione corrono ai ripari.

La Puglia in questi mesi è affollata da stranieri non villeggianti. Fuggono dai conflitti dei Paesi d’origine come dalla crisi economica che non risparmia l’Italia. Sbarcano nella regione, per mare dai teatri di guerra dell’Afghanistan, Pakistan e Kurdistan, per terra dal produttivo Nord Italia piegato dalle difficoltà economiche e occupazionali. Le rotte dell’immigrazione europea conducono tendenziali richiedenti asilo ad attraversare Israele, Turchia, Grecia e approdare, infine, sull’Adriatico.
 
«Senza dubbio stiamo registrando un’intensificazione degli sbarchi sulle nostre coste», conferma l’assessore regionale alla cittadinanza attiva con delega alle politiche di inclusione dei migranti Nicola Fratoianni. Il ritmo degli arrivi è ormai quotidiano e, testimonia l’assessore, «finora ha già superato i numeri del 2009». I mezzi di trasporto utilizzati, poi, sono anche i più vari: dalle barche a vela, meno appariscenti dei tradizionali gommoni, ai pescherecci dove i migranti si nascondono nelle stive tra il pescato.
 
L’approdo è quasi sempre il Salento, come dimostrano gli appelli lanciati in questi giorni dai sindaci della zona. Così il primo cittadino di Otranto, Luciano Cariddi, ha chiesto formalmente «un minimo di logistica per la primissima accoglienza». Anche perché «il fenomeno ha assunto una certa drammaticità, viste le condizioni sopportate da queste persone che affrontano la traversata assiepate in piccole imbarcazioni da diporto, in numeri di circa 40-60 per viaggio, tra le quali molte donne e bambini». Il sindaco, però, ha tenuto a sottolineare che non si riferisce ai Centri di accoglienza del ministero.
 
Di questi la Puglia è tra le regioni più dotate d’Italia: tre Cara (per i rifugiati) e due Cie (per l’identificazione e l’espulsione) a Brindisi e Bari. Lunedì scorso, l’ultima rivolta nel centro barese, dove lo stesso assessore Fratoianni ha potuto certificare «condizioni di assoluta invivibilità, con locali al limite dell’agibilità». Ciò che manca è il soccorso sanitario e un sistema di informazione che «all’arrivo impedisca al migrante di entrare in un circuito da cui è poi difficile sottrarsi», nota Fratoianni.
 
Anche  la Ong Medici senza frontiere, che fino allo scorso era presente in Puglia con alcuni progetti per i migranti ora sospesi, ha confermato che «la situazione sanitaria degli stranieri risulta inalterata rispetto all’ultimo monitoraggio». Nel rapporto “Una stagione all’inferno” del 2008 Msf fotografava il deficit igienico-sanitario dei lavoratori migranti impiegati nelle attività agricole. Per assicurarsi continuità economica, ora, anche chi vanta un valido titolo di soggiorno si sposta a Sud per il lavoro stagionale nelle campagne foggiane.
 
Approssimativamente circa 2.000 persone, ma il numero è verosimilmente più alto se si considera il sommerso. Un progetto della Regione porterà in queste zone agricole 22 stazioni di rifornimento di acqua potabile e medici delle Asl perché, avvertono dall’amministrazione pugliese, «la gran parte dei migranti arriva sana e poi finisce per ammalarsi sul territorio».   

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31