L’Australia elegge il suo primo deputato aborigeno

Paolo Tosatti

POLITICA. Ken Wyatt, 57 anni, candidato del Partito liberale australiano, di centrodestra, ha ottenuto ieri la maggioranza dei voti nel collegio di Hasluck. Ma il Comitato Onu contro la discriminazione critica Canberra.

Sarà ricordato come il primo aborigeno ad essersi seduto su uno dei 148 scranni della Camera dei rappresentanti, il secondo ramo del Parlamento federale australiano. Ken Wyatt, 57 anni, candidato del Partito liberale australiano, di centro-destra, ha ottenuto ieri la maggioranza dei voti nel collegio di Hasluck, divisione elettorale della parte occidentale del Paese, ritagliandosi uno spazio nella storia della federazione come il primo deputato autoctono dell’Australia.
 
A seggi chiusi, Wyatt ha dichiarato la vittoria sul rivale del Partito laburista con uno scarto di circa 1.000 voti, esprimendo soddisfazione per un risultato che ha definito importante e significativo. «Tra cinquant’anni gli storici e le persone che analizzeranno perché Hasluck abbia scelto un candidato aborigeno scopriranno che non mi hanno votato perché indigeno ma perché sono la persona che può rappresentare nel modo migliore gli interessi di tutti», ha dichiarato il neoeletto.
 
Nonostante la felicità espressa per il risultato ottenuto, però, Wyatt non ha nascosto la propria delusione per le lettere razziste spedite al suo indirizzo da persone che hanno scritto che non avrebbero mai votato per lui se avessero saputo che era aborigeno. «Ho subito questo trattamento per tutta la mia vita, essendo cresciuto da autoctono negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta». Davanti ai microfoni dei giornalisti Wyatt ha comunque sottolineato che questo genere di comportamento non merita troppa attenzione, aggiungendo che «la cosa più importante è il modo in cui ci stiamo muovendo per far andare avanti l’Australia, le idee che abbiamo e la società che vogliamo costruire».
 
Paradossalmente, la notizia dell’elezione del deputato autoctono è arrivata lo stesso giorno in cui il Comitato delle Nazioni unite contro la discriminazione razziale ha criticato i governi australiani che si sono succeduti alla guida del Paese per il trattamento riservato agli aborigeni e ai richiedenti asilo, sottolineando come i diritti della popolazione indigena non siano tutelati dalla Costituzione.
 
Nel rapporto presentato ieri a Ginevra, il Comitato ha in particolare condannato l’intervento federale nelle comunità autoctone più remote, mettendo in evidenza l’inutilità dei provvedimenti adottati per combattere le violenze sui minori, l’alcolismo e il rifiuto scolastico, che tra le altre cose prevedono restrizioni all’impiego di sussidi sociali e la parziale sospensione delle norme antidiscriminazione.

 
In questo contesto l’elezione di Wyatt potrebbe rappresentare un importante passo in avanti, a patto però che a questo ne seguano a breve altri nella medesima direzione. In passato infatti è già capitato che aborigeni siano stati eletti alla Camera alta del Parlamento, senza che tuttavia la loro presenza abbia modificato di una virgola le discriminatorie politiche dell’esecutivo nei confronti degli indigeni.   

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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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