L’Italia vista da Goletta
AMBIENTE. Seconda puntata del racconto di viaggio dell’imbarcazione di Legambiente lungo le coste del Belpaese. I blitz e le bandiere nere nel mar Tirreno sono un’ideale agenda di priorità per salvare il territorio.
Seconda e ultima puntata, del racconto del viaggio di Goletta Verde. L’edizione 2010 della campagna di Legambiente è stata tutta dedicato alla battaglia contro il petrolio, il nucleare, il carbone, il cemento e le illegalità, per ribadire ancora una volta che il futuro del nostro paese deve partire dalle energie rinnovabili, dalla legalità e dalla tutela del mare e delle coste. Decine di blitz, proteste e consegne delle bandiere nere, poco ambito riconoscimento di Goletta Verde ai nuovi pirati del mare, sono stati i protagonisti di questo viaggio.
Bandiera nera al sindaco di Palermo per le lottizzazioni di Pizzo Sella
Il Primo cittadino di Palermo viene insignito del poco ambito riconoscimento assegnato da Goletta Verde a quanti fanno scempio di coste e mare per non aver demolito le ville abusive di Pizzo Sella, così come sancito dalla sentenza della Corte di Cassazione del 15 febbraio 2002. Non aver abbattuto, nel corso dei nove anni alla guida del Comune, nemmeno gli immobili rimasti incompiuti, gli scheletri che sono 300 su un totale di 360, aggrava ulteriormente la situazione. Soprannominata la ‘Collina della vergogna’ Pizzo Sella rappresenta un esempio così clamoroso di cemento abusivo sulla costa, da essere stato inserito da Legambiente nella top five degli ecomostri da abbattere, come una priorità nazionale. E purtroppo dietro i casi più rinomati di abusi sulla costa si nascondono centinaia di illeciti vista mare. Non a caso la Sicilia è la regina assoluta degli abusi sul demanio marittimo, con ben 749 reati accertati lo scorso anno.
Vico Equense (Na)
Blitz allo scheletrone di Alimuri
Tappa fissa di Goletta Verde quella per richiedere l’abbattimento dello scheletrone di Alimuri che deturpa da oltre quaranta anni la Conca di Vico Equense e per parlare del rischio che l’ecomostro sia ‘sostituito’ da un nuovo e legale orrore di cemento. L’Albergo di Alimuri è uno schiaffo all’immagine e al paesaggio naturalistico della Penisola Sorrentina e dalla metà degli anni ‘60 tiene in ostaggio una delle conche più belle del golfo di Napoli con i suoi 18 mila metri cubi di cemento. Già nel 2007 l’ex Ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli ha inserito Alimuri nella lista degli ecomostri da abbattere “con corsia preferenziale”. Tre anni fa sembrava fosse stato trovato l’accordo per dare una svolta alla vicenda: in cambio della demolizione, in larga parte coperta da soldi pubblici, ai proprietari veniva concessa la possibilità di costruire altri 18 mila metri cubi di cemento su un’altra area sempre nel comune di Vico Equense. Demolire è di certo la parola d’ordine per vincere la guerra contro il cemento abusivo che devasta le nostre coste ma non è accettabile che in cambio di un abbattimento si sottoscriva un accordo che premia i proprietari dell’abuso stesso. Legambiente è a Vico Equense per ribadire che non consentirà la realizzazione di nuove colate di cemento sulla costa. Se proprio si deve prendere in considerazione la perequazione, si punti a riqualificare una delle tante costruzioni già esistenti e ad evitare altre concessioni sulla nostra costa.
Montalto di Castro (Vt)
Blitz No Nuke
Una colorata catena umana e uno stabilimento balneare nuclearizzato sulla spiaggia di Marina di Montalto di Castro, storica culla del movimento e della battaglia antinuclearista italiana, per ribadire il deciso “No” di Legambiente all’ipotesi del ritorno delle centrali atomiche in Italia. La centrale nucleare mai nata di Montalto di Castro ci è costata 7 mila miliardi delle vecchie lire, senza contare il giro di mazzette che coinvolse imprese, partiti ed amministratori per altri 200 miliardi di lire grazie a un tacito accordo di un guadagno di circa il 2% su ciascun appalto assegnato per la riconversione Per la nuova avventura nucleare si stimano almeno 20 miliardi di euro, ognuno dei 4 reattori costerà 5 miliardi, che pagheranno ancora una volta i cittadini grazie a soglie minime garantita nelle tariffe di vendita dell’elettricità nucleare. Con l’iniziativa di Goletta Verde si è voluta rilanciare l’azione contro il nucleare, a partire dalla partecipazione dei cittadini, ribadendo che l’atomo non solo rappresenta una scelta energetica vecchia, costosa, pericolosa e inquinante, ma non è neanche compatibile con ipotesi di sviluppo sostenibile, quali l’agricoltura e il turismo di qualità.
Isola d’Elba
Blitz e Bandiera nera alla Key Petroleum Ltd
Bandiera Nera alla multinazionale australiana Key Petroleum Ltd, società che opera in Tanzania, Suriname e Namibia e alla loro concessionaria italiana Puma Petroleum per le prospezioni già effettuate nel mare toscano, tra l’Isola d’Elba e le Formiche di Montecristo, accanto al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e in pieno Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos. A Pomonte gli attivisti di Goletta Verde si sono incontrati con i Messaggeri del mare, i nuotatori di lunga durata Lionel Cardin e Pierluigi Costa, e hanno affidato loro la Bandiera Nera dei nuovi pirati del mare. L’imbarcazione ambientalista ha quindi scortato insieme al gruppo canoisti Econauti i Messaggeri del mare, che hanno portato a nuoto il vessillo nero fino a Chiessi, dove il poco ambito riconoscimento è stato ufficialmente spedito in Australia. Ad accompagnare la Bandiera Nera di Legambiente una lettera in cui si chiede agli amministratori della multinazionale australiana di tenere le trivelle e le piattaforme petrolifere lontano dalle isole, dal mare del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e dal Santuario dei Cetacei.
La Spezia
Blitz e Bandiera nera al progetto di Waterfront a Autorità portuale e amministrazione comunale
No a questo progetto Waterfront. È questo il messaggio lanciato dagli attivisti di Goletta Verde a La Spezia. L’amministrazione comunale e l’Autorità portuale della città rivierasca quindi si aggiudicano la Bandiera Nera di Legambiente. Un affare da 250 milioni di euro su un’area complessiva del progetto di 330 metri quadrati su cui sono previsti spazi commerciali, un centro congressi, uffici, strutture residenziali, un parcheggio sotterraneo e la stazione crocieristica. Il nuovo Waterfront si prefigura sempre di più come una colata di cemento a fini speculativi più che una riqualificazione di una porzione importante della città; se venisse definitivamente approvato il disegno attuale si tenderebbe a creare uno scollamento con il centro urbano esistente. Due le maggiori criticità di questo progetto: la prima è la previsione di due palazzi di enorme altezza, di cui una definibile come grattacielo nella città di La Spezia, soprattutto nel suo fronte a mare, con il rischio di alterare un tessuto urbano fatto di vecchi edifici accanto a quelli nuovi, mai superiori a 4-5 piani. È previsto inoltre un mega parcheggio sotterraneo di 51 mila metri quadrati per 2.000 posti auto, che incentiverebbe l’uso di mezzi privati stressando notevolmente il traffico urbano oltre a non incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici e piste ciclabili. La seconda criticità nasce dalla considerazione che l’area residenziale andrebbe bene se fosse finalizzata a rispondere ad esigenze abitative della popolazione, mentre pare solo l’ennesima occasione di lottizzazione a fini speculativi, in un’area di pregio. Questo progetto deve essere rivisto e soprattutto ridiscusso con la città, passaggio che l’amministrazione comunale e l’autorità portuale hanno preso in considerazione in maniera per ora insufficiente.
(2/fine)
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







