Libera e Cgil insieme per la trasparenza

Maurizio Torretti

LEGALITA'. La Cgil F.p. di Roma e del Lazio ha recentemente aderito all’Associazione Libera di Don Ciotti e sottoscritto un protocollo in cui è stabilito un percorso comune per affermare e praticare la legalità nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni.

Per la Cgil non sono certo una sorpresa le recenti dichiarazioni del vicepresidente della Commissione Antimafia Fabio Granata sulla violazione del protocollo d’intesa che avrebbe dovuto filtrare le candidature sospette o in odore di mafia alle scorse tornate elettorali.
 
«Quanto dichiarato da Granata – afferma Lorenzo Mazzoli, Segretario generale della Cgil Funzione Pubblica di Roma e del Lazio – non fa altro che affermare quanto denunciato da tantissimi anni rispetto al rapporto tra politica e mafie. Si può apprezzare la sottolineatura, ciò che serve però, oltre alla denuncia e alle relazioni della Commissione, sono atti concreti per allontanare dalla vita pubblica e dalle istituzioni coloro che mentre dichiarano di rappresentare i cittadini, tutelano gli interessi della criminalità organizzata attraverso le tante modalità offerte dalla mala gestione della cosa pubblica».
 
Per questo motivo, la Cgil F.p. di Roma e del Lazio ha recentemente aderito all’Associazione Libera di Don Ciotti e sottoscritto un protocollo in cui è stabilito un percorso comune per affermare e praticare la legalità nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni. Sanità, appalti e rifiuti faranno parte del programma di iniziative che Cgil e Libera metteranno in campo nei prossimi mesi, con momenti seminariali e corsi di formazione sul tema della trasparenza e della legalità. Obiettivo comune è la costituzione di un osservatorio sulla legalità diffuso nelle varie realtà allo scopo di suscitare attenzione e interesse generale sull’argomento.
 
«La criminalità e l’illegalità – ha aggiunto Mazzoli – non hanno confini e si possono diffondere in ogni direzione se non si ostacolano anche le piccole manifestazioni di opacità decisionale e gestionale. Il Lazio rappresenta uno spaccato preoccupante e se non si reagisce collettivamente e con convinzione si rischia di non essere più in grado di governare interi territori. è questa la sfida che il più grande sindacato italiano e la coraggiosa associazione di Don Ciotti vogliono portare avanti, e fare in modo che chi lavora nelle Pubbliche Amministrazioni e chi opera per conto delle istituzioni si senta investito della responsabilità di far rispettare le regole nel modo più rigoroso possibile». 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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