Mare, una fogna fino al collo

Susan Dabbous

GOLETTA VERDE. Diciotto milioni di italiani scaricano in acqua (compresi fiumi e laghi) senza depurazione. La denuncia di Legambiente dopo i 2.000 chilometri di costa percorsi con il veliero ambientalista.

Missione compiuta. Anche quest’anno Goletta Verde ha portato a termine il suo giro d’Italia in 60 giorni per misurare lo stato di salute delle acque italiane. Lo ha fatto per la venticinquesima volta. Lo storico veliero di Legambiente, con o senza vento in poppa, ha navigato per duemila miglia, non solo per il check up dell’acqua, ma anche per denunciare l’ accesso negato alla spiaggia (casi clou sono Roma e Palermo), gli abusi edilizi sul demanio marittimo - in questo caso a “vantare” il record è la Campania - e i nuovi e inutili porti turistici (il Lazio è un cantiere aperto). 
 
Il bilancio del tour è tutt’altro che positivo. Nel nostro Paese 132 foci di fiumi sono inquinate. La ragione è tremendamente banale: la rete fognaria è insufficiente. Per il 15 per cento della popolazione è addirittura assente. Diciotto milioni di cittadini scaricano i propri reflui non depurati direttamente nei fiumi, nei laghi o in mare. Numeri che farebbero pensare a Calcutta (con tutto rispetto per la città indiana) e non alla settima economia mondiale. 
 
«L’inquinamento del mare italiano è davvero imbarazzante - taglia corto Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente -. Rischiamo pesanti multe per la procedura d’infrazione sul mancato trattamento delle acque reflue, ma l’Europa non concederà condoni al nostro Paese, storicamente abituato a questo strumento che premia solo i furbi». 
 
Secondo Federutility, la federazione delle imprese energetiche e idriche, nei prossimi trent’anni serviranno ben sessanta miliardi di euro per tappare i buchi della rete idrica e sistemare la rete fognaria, portandola ad esempio dove non arriva. Servirebbe quindi un miliardo all’anno solo per le fogne. «Quest’anno abbiamo trovato ben 40 scarichi diretti al mare – ricorda Ciafani – molti dei quali sono stati segnalati dai cittadini, che si affidano al servizio Sos Goletta». Chi avesse qualcosa di maleodorante da denunciare fa sempre in tempo a mandare un sms  al numero 346/0080726, o un email a scientifico@legambiente.it. Perché il prossimo anno Goletta tornerà sui luoghi delle segnalazioni per verificare le condizioni di miglioramento o peggioramento. 
 
Quest’anno il triste primato  di mare più inquinato d’Italia se lo è aggiudicato la Calabria seguita immediatamente da Campania a Sicilia. Risultano decisamente migliori invece le condizioni di Sardegna e Puglia. Acque nere a parte, Legambiente assegna le 5 vele  (nella Guida blu), in base a criteri di qualità ambientale rispettati, a molte spiagge che si trovano anche nelle regioni “incrimainate”. A minacciare mare e litorali, comunque, non ci sono solo i batteri fecali, ma anche porti inutili, trivellazioni e cemento. Come denunciato dal rapporto Mare Monstrum 2010,  l’abusivismo edilizio su demanio marittimo nel 2009 è cresciuto del 7,6 per cento. Per il prossimo anno si spera di registrare un calo. Ma questo sarà materiale di analisi per un’altra Goletta.   

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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