Nell’Australia “appesa” sono i Greens i veri vincitori

Emanuele Bompan

ELEZIONI. Dopo il voto, il partito ecologista si conferma terza forza del Paese. Qualsiasi coalizione di governo verrà formata, i Verdi potranno ora spingere per una riforma della legislazione ambientale.

Sfida testa a testa, ma sembra che il risultato sarà un “parlamento appeso”, (dall’inglese hung parliament, cioè senza la possibilità di formare una maggioranza), come è avvenuto in Gran Bretagna. Al momento appare certo che il futuro esecutivo, per la prima volta da 70 anni senza un netta maggioranza, dovrà creare una coalizione in parlamento. Bisogna aspettare tuttavia che lo scrutinio dei voti arrivati per posta giunga al termine, al più tardi entro venerdì per conoscere il vero risultato.
 
Al momento è stato scrutinato il 77% dei voti ma le proiezioni danno per scontato che il sistema maggioritario non consegna ad uno dei partitila maggioranza di 76 dei 150 seggi nella Camera. La premier laburista uscente, Julia Gillard, e il leader dell’opposizione, il conservatore Tony Abbott hanno dato inizio a negoziati con i quattro partiti indipendenti e con i verdi, i quali si sono assicurati nove seggi-chiave in Senato. E sono proprio gli Australian Greens i veri vincitori per il momento, confermandosi la terza forza del paese.
 
Crescono del 50%, con 9 senatori eletti e la loro posizione in un parlamento spaccato a metà gli permetterà, indipendentemente da quale coalizione di governo verrà formata, di avere una voce forte nel governo e di poter spingere per una riforma della legislazione ambientale. «Saranno i Verdi l’ago della bilancia al Senato - ha dichiarato il leader del partito Bob Brown -, e anche alla Camera. Gli elettori hanno votato la necessità di agire per fermare il cambiamento climatico».
 
E proprio il cambio climatico potrebbe essere uno degli elementi chiave dell’accordo con uno dei due poli. «Dopo che il governo laburista ha negato il global warming ora è tempo del verdetto popolare - ha dichiarato Adam Bandt parlamentare neoeletto nel distretto di Melbourne». Ambedue i leader chiedono il  mandato per guidare il governo ma sono avvisati: o si aiuta l’ambiente o tutti a casa. Il conservatore Abbott, contrario ad ogni tetto alle emissioni e ad un prezzo sulla CO2 verrà eletto, ad ogni voto dovrà vedersela con i verdi e quindi sarà costretto a far passare una legge omnicomprensiva sul clima.
 
La laburista, una negazionista degli effetti dei gas serra, ha affermato che potrebbe fare dei passi indietro sulle sue posizioni per inglobare nella sua coalizione i verdi, coccolati e corteggiati, che decideranno dove orientarsi in queste ore. Trema il settore estrattivo, vera forza economica del Paese, che teme che possa venire imposta una carbon tax.
 
Non sono serviti le ingenti donazioni elettorali delle corporation australiane a supportare la destra liberal: qualcuno spera che i verdi - difficilmente visto che tendenzialmente votano a sinistra - passino nelle file della destra. In ballo c’è una tassa recentemente imposta dai laburisti sul settore estrattivo. Ma anche in quel caso i verdi daranno battaglia all’inquinante business delle miniere.   

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31