Orrore di seconda mano

Diego Carmignani
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OVERLOOKHOTEL. Nelle sale il remake del primo Nightmare. Con il mitico Robert Englund spariscono paura e ironia, per dare spazio a nuove generazioni di teenager, “no future” dopati di Red Bull.

In questo strano periodo post-vacanziero, la febbre del remake (o reboot, come dicono quelli bravi: cioè il riavvio di un’intera serie) sta raggiungendo livelli piuttosto alti. E ora inizia a preoccupare. Non che ci si aspettassero grandi cose dalla rivisitazione di fenomeni da cassetta, come i vari Sansone o Karate Kid, ma con l’icona dell’horror Freddie Kruger ci si può scherzare fino a un certo punto, pena la rivolta dei tanti fanatici del genere più sanguinolento.
 
L’operazione ringiovanimento capitata in sorte alla pellicola del 1984 di Wes Craven (cult-movie sempre più apprezzato man mano che il tempo passa), risulta essere un lifting fatto con la mano sinistra e dalla vena artistica nulla, che non rilegge l’opera originale, ma preferisce utilizzare il marchio Nightmare per veicolare una dose massiccia di elementi moderni, presi sia dall’industria culturale che dalla società che ci gira intorno. Da questo punto di vista, quasi merceologico, il ritorno a Elm Street può essere un fenomeno interessante, in quanto risultante e specchio fedele di un determinato profilo umano.
 
Non quello tumefatto del povero Freddie, arso vivo e risorto nei sogni delle vittime dopo anni, ma quello del giovane degli anni zero, autentico “non protagonista” della vicenda (perché tutto sommato non c’è un unico eroe e perché i ragazzi sterminati uno a uno subiscono e poco agiscono). L’identikit vuole il suddetto bianco cadaverico stile Twilight, candidamente no future, immerso nella provincia lugubre e mortale, assiduo consumatore di Red Bull e pillole stimolanti.
 
Un’aridità e un senso di sciagura immanente che a dir la verità sono propri dell’horror, ma che oggi si declinano anche nel controverso e trasversale panorama giovanile, dagli “emo” in giù, consci abitatori di un mondo fatto di orrore quotidiano. Ecco quindi che le bibite energetiche diventano il gustoso antidoto al sonno (il mondo onirico è il territorio del mostro), mentre al vendicatore artigliato viene tolta la vena ironica e affibbiata l’etichetta torbida del pedofilo.
 
Dando per scontato lo scetticismo di qualsiasi intenditore di horror, un film come Nightmare versione 2010 è a tutti gli effetti un remake, ma anche un inedito viaggio da brivido servito all’implume spettatore classe ‘90/‘95, che lo sceglie a casaccio sulla lista del multiplex per ammazzare la domenica e finisce per specchiarcisi con sgomenta meraviglia.   

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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