Salzano: «Nessuna irregolarità»
LA DIFESA. A parlare è Giuseppe Salzano amministratore della Co.Ma.Sa. s.a.s., azienda di cornici che ha fondato dirigendola dal lontano 1971 e che da 4 anni ha aperto alla green economy realizzando un cogeneratore a biomasse vergini.
«E' stata emessa un’ordinanza di chiusura da parte dell’Amministrazione comunale di Casalnuovo a fronte di una relazione tecnica di una società privata, senza aver provveduto né a sopralluoghi presso l’impianto e neanche eseguito alcuna verifica delle emissioni in atmosfera. Tale ordinanza è illegittima. Se chiudono noi dovranno chiudere tutti i forni a legna cittadini».
A parlare è Giuseppe Salzano amministratore della Co.Ma.Sa. s.a.s., azienda di cornici che ha fondato dirigendola dal lontano 1971 e che da 4 anni ha aperto alla green economy realizzando un cogeneratore a biomasse vergini. «È da anni che la mia azienda subisce angherie. Ai danni della Comasa ci sono interessi speculativi e cementizi che abbiamo provveduto a denunciare alla Magistratura – continua Salzano –. Come si fa a diagnosticare una malattia se non si procede a fare analisi all’ammalato? Abbiamo subito la visita della GdF, dell’Arpac e mai nulla di strano è stato trovato nelle nostre attività».
Salzano è amareggiato: «Per favorire i soliti noti hanno messo in atto un vero e proprio accanimento amministrativo ai danni della nostra azienda. Sono arrivati a porre in essere azioni che hanno causato danni all’impianto e avrebbero potuto crearne ai dipendenti. Non hanno lesinato a smuovere giornali compiacenti. Mi hanno dipinto come un criminale ambientale, pronto a mettersi sotto i piedi leggi e regolamenti fregandosene dell’ambiente e della salute dei concittadini, ma la magistratura ed il tempo dimostreranno la realtà dei fatti. Chi accusa dimentica che la Comasa da 40 anni è sempre la stessa e non ha avuto bisogno di cambiare ragione sociale, denominazione o quanto altro. Analisi di laboratorio dimostrano che le nostre ceneri sono adatte come concime e che sono semmai gli idrocarburi provenienti dall’adiacente autostrada ad inquinare la Comasa. L’Università Federico II di Napoli», spiega orgoglioso, «ci ha chiesto di attrezzare un’aula per formare i propri ingegneri sul nostro impianto, e sono tanti gli studenti che si sono laureati con tesi sul nostro cogeneratore. Se non fossimo in regola come sarebbe possibile tutto ciò? Vedrete che alla fine le nostre ragioni prevarranno».
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






