Stop alle tragedie in mare

Pierluigi Schiano Moriello (Terra Campania)

POSILLIPO. Martedì un sub è morto travolto da un gommone. Il conducente era drogato. I Verdi: più controlli.

Tragedia in mare al largo di Posillipo, non distante dal tratto di costa su cui affaccia la celebre Villa Rosebery: uno scenario da cartolina dove martedì scorso un gommone di sette metri ha travolto a tutta velocità un giovane subacqueo di 32 anni, Luca Testa, deceduto quasi sul colpo dopo l’impatto con le eliche del veicolo. A bordo dell’imbarcazione nove persone, di cui tre bambini, non avrebbero fatto in tempo ad accorgersi della presenza dell’uomo, che stava risalendo in superficie dopo una brevissima immersione: inutile l’intervento tempestivo per caricare il sub a bordo e trasportarlo fino al molo del ristorante Giuseppone a Mare, dove i soccorsi hanno decretato il decesso della vittima.
 
La Guardia Costiera e le forze dell’ordine hanno trattenuto lì i testimoni per qualche ora, al fine di ricostruire con esattezza le dinamiche dell’incidente. Il dramma si è consumato durante il tardo pomeriggio nel tratto di mare tra lo Scoglio del Presidente e la Pietra del Sale, a meno di 300 metri dalla riva: secondo le ricostruzioni Luca Testa si era immerso in apnea, munito di boa di segnalazione, per recuperare una maschera da sub smarrita sul fondale durante i giorni scorsi. La vittima era esperto nella pesca e nell’immersione subacquea, che praticava a livello sportivo: a parlarne oltre ai suoi cari  è il fratello, a cui è toccato il riconoscimento del corpo.
 
Guai enormi in vista per l’uomo al timone del Lomac, che è stato scortato all’ospedale Cardarelli per accertamenti e che è risultato positivo all’utilizzo di cocaina. L’esito del narco-test aggrava l’accusa del conducente per omicidio colposo: a valutare il caso sarà il pm Barbara Del Pizzo. Indignazione e dolore tra gli amici del ragazzo: «Chiedo una pena esemplare – è la richiesta di Alberto De Luca, amico della vittima ed istruttore subacqueo -. Vogliamo una condanna durissima che sia di esempio in futuro per tutti i diportisti che casomai si mettono alla guida del mezzo senza esperienza o dopo una grande bevuta o peggio ancora dopo essersi drogati».
 
De Luca è sconvolto, ma parla anche in quanto rappresentante dell’associazione subacquea Canottieri Irno, e aggiunge: «Luca era un sub espertissimo e attento. Il mare era la sua vita, aveva anche un negozio in cui vendeva proprio articoli sportivi subacquei». Si apre insomma un polverone sulla sicurezza della navigazione nel Golfo di Napoli, con polemiche di politici e ambientalisti in merito al rigore dei controlli effettuati sui diportisti: sotto tiro sono l’inefficienza delle licenze rilasciate e il sovraffollamento delle rotte marittime, specialmente durante week-end e i giorni più caldi. «I controlli a mare contro il diportismo selvaggio sono insufficienti, i mezzi e gli uomini della capitaneria pochi», denunciano il commissario regionale dei Verdi e il presidente provinciale, Francesco Emilio Borrelli e Carlo Ceparano.
 
«Il Golfo di Napoli ha quasi 3 milioni di imbarcazioni che lo attraversano ogni anno ed è secondo al mondo per traffico solo a quello di Hong Kong. Bisogna aumentare i controlli e rendere più difficile la guida di imbarcazioni alle persone non esperte».   

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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