Strano luogo, il carcere

Stefano Anastasia

DIFENSORE CIVICO. Consueto pellegrinaggio ferragostano in carcere. Parlamentari, consiglieri regionali e accompagnatori vedranno, ascolteranno, prometteranno. Giriamo a loro questa lettera arrivataci anonimamente da una Casa circondariale emiliana.

Che strano luogo è il carcere. Questa notte all’improvviso, senza che nessuno lo sapesse, hanno trasferito una detenuta … dove? Non è dato sapere. Qui c’è un orario per tutto, come nella vita normale, ma con un grande differenza: tutto viene imposto per obbligo. Tra un po’ ci sarà anche un orario per respirare. Qui è tutto disumanizzato. Qui tutti devono pagare il loro errore, e lo fanno, statene certi! Qui si paga! Che strano luogo è il carcere. Se stai male il medico arriva … quando avrà tempo! Tra un’ora, un giorno, una settimana, ma non ti preoccupare: alla più brutta … muori! Non è mica colpa del carcere se le cose vanno così… è la società!
 
Che strano luogo è il carcere. Noi siamo fantasmi della società: ci siamo e siamo in tanti, quasi tutti giovanissimi, con tutta la possibilità di essere reinseriti, ma questo non succede quasi mai. Che strano luogo è il carcere. Oggi la mia concellina e io cantavamo. è vero, forse ci siamo fatte prendere un po’ la mano … sembravamo quasi felici, e infatti dopo un po’ è arrivata l’agente che ci ha chiesto: «Tutto bene? Qualcosa che non va?».
 
Insomma: se piangi non va bene perché sei depressa, se ridi non va bene perché sembri scema, se canti ti ricordano che questo non è un luogo adatto al canto! Sembra assurdo, ma spesso qui si ride, e sono risate di disperazione, risate isteriche! Perché qui non è difficile impazzire, anzi lo siamo già: un giorno ci amiamo e il giorno dopo ci scanniamo per una sigaretta. Molte di noi sono madri, la maggioranza di bambini di 4-6-8 anni. Famiglie distrutte. Ho visto bambini venire a trovare in carcere le loro madri “perdute”, che hanno “sbagliato” per mantenere i loro figli.
 
Ma non potrebbero pagare agli arresti, dove potrebbero crescere insieme ai loro figli? Forse così si risolverebbe anche il problema del sovraffollamento nei carceri, o no? Che strano luogo è il carcere. Vediamo spesso lo spot a favore dei cani, dei gatti, del WWF… Giustissimo! Ma perché non ho mai visto uno spot a favore dei carcerati? Non sia mai! Noi siamo reietti. Tutti sanno che ci siamo, ma nessuno vuol sentirne parlare. Fanno “tutto un erba e un fascio”: se sono in galera vuol dire che me lo merito, anzi è poco!
 
Ci vorrebbe la pena di morte, dice qualcuno. Se poi hai l’ulteriore sfortuna di trovarti in carcere durante il periodo estivo e di non essere stato ancora giudicato, allora auguri! Loro vanno in vacanza e allora, già che è lentissima, la giustizia si blocca e da fantasma diventa il nulla assoluto. … W l’Italia!. 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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