Un Comitato molto prolifico
PRECISAZIONE. Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera della vicepresidente del Comitato nazionale per la bioetica Laura Palazzani.
In relazione all’articolo “Encefalogramma piatto per la bioetica italiana” pubblicato il 26 giugno 2010 su questo quotidiano, a firma di Federico Tulli, nel quale si riportano anche sintetiche dichiarazioni del professor Luca Marini, il Comitato nazionale per la bioetica intende mio tramite, in qualità di Vicepresidente del Comitato stesso, avanzare alcune precisazioni. Innanzitutto il Cnb non è un “organo strumentale” alle decisioni del governo, bensì un “organo di consulenza” di cui il governo si avvale per ottenere attraverso una riflessione interdisciplinare e pluralista suggerimenti e risposte su problemi etici e giuridici emergenti a seguito del progresso scientifico e tecnologico in ambito biomedico.
Molti pareri (circa 90 dalla sua nascita) sono il frutto di una elaborazione maturata attraverso intensi e a volte anche faticosi confronti, con l’esposizione di argomentazioni e contro-argomentazioni. È pertanto irricevibile la critica mossa dal professor Marini che nell’ambito del Cnb si scelgono temi “in funzione della loro spendibilità politica ed emozionale e, quindi, della loro idoneità a procurare la maggiore visibilità, anche personale, sulla scena bioetica”. In realtà le tematiche vengono scelte in seduta plenaria dal Comitato, in considerazione delle problematiche emergenti sotto il profilo bioetico, discusse ed elaborate in gruppi di lavoro coordinati da un esperto (la critica è ancora più singolare perché proveniente da chi - a sua volta - è stato coordinatore) e grazie alla partecipazione e all’impegno dei singoli membri, questo sì “personale”, oltre che gratuito.
Nell’articolo viene altresì criticata la decisione del Comitato di occuparsi proprio “a fine mandato” della tematica concernente i criteri di accertamento della morte. Una tematica in realtà di grande attualità se si considera che la donazione degli organi ex mortuo si basa sulla regola etica e giuridica del “donatore morto”. Ne consegue, pertanto, che l’accertamento della morte con i suoi diversi criteri neurologico e cardio-polmonare diventa un presupposto fondamentale per la cultura dei trapianti. Il Parere si sofferma in particolare sul problema della morte cardio-respiratoria: un problema da qualche tempo al centro del dibattito in molti Paesi, e che da poco si sta affacciando anche nella società italiana. Il documento, approvato il 24 giugno 2010, è il risultato di un lavoro svolto dal Cnb e durato per quasi due anni, certamente non calendarizzato alla fine del suo mandato.
Dispiace anche dover verificare la cattiva informazione data dal professor Marini in merito alle vere ragioni che hanno impedito al parere sulle neuroscienze di vedere la luce. In realtà il documento, coordinato proprio dal professor Marini, non è stato ritenuto dalla plenaria maturo per la discussione, di modo che si è reso necessario un supplemento di lavoro e una ristrutturazione del testo.
Infine, i documenti del Comitato citati nell’articolo (in modo peraltro non preciso) non sono affatto stati “cestinati”, ma tutti già discussi ed approvati. Ne riportiamo di seguito l’esatta intitolazione e le date di approvazione: Le condizioni di vita della donna nella terza e quarta età: aspetti bioetici nella assistenza sociosanitaria (16 luglio 2010), Bioetica e formazione nella scuola (16 luglio 2010), Test genetici di suscettibilità e medicina personalizzata (16 luglio 2010), Conservazione protratta del materiale biologico residuo allo screening neonatale (16 luglio 2010), Il suicidio in carcere. Orientamenti bioetici (25 giugno 2010), Il segreto nelle procedure riguardanti il sistema regolatorio dei farmaci (28 maggio 2010).
Consultare i titoli dei pareri elaborati dal Cnb (tutti reperibili sul sito del governo) è sufficiente per rendersi conto che chi ritiene che la bioetica italiana sia ferma alla questione vita-morte non sia adeguatamente informato su quanto dibattuto dal Comitato stesso nell’arco di questi venti anni.
Laura Palazzani, vicepresidente del Comitato nazionale per la bioetica
«La professoressa Palazzani, vice presidente del Cnb, ha espresso la sua opinione sul lavoro del Cnb, così come io, quale vice presidente dello stesso organismo, ho espresso, a suo tempo, la mia».
Luca Marini, vicepresidente del Comitato nazionale per la bioetica
Considerando che il mandato di questo Comitato nazionale per la Bioetica risale al 2006, siamo ben contenti di rilanciare la notizia che una significativa percentuale di Pareri sia stata approvata nella prima seduta utile dopo la pubblicazione del nostro articolo.
Federico Tulli
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






