Uno schiaffo a Obama

Federico Tulli
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SALUTE. Negli Stati Uniti un giudice blocca i fondi federali alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Erano stati ripristinati dal presidente americano nel 2009, otto anni dopo il veto di George W. Bush Jr.

Un ostacolo imprevisto ha bloccato la corsa di uno dei cavalli di battaglia che nel 2008 avevano reso vincente la campagna elettorale del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Si è materializzato sotto forma di ingiunzione con la quale un tribunale del District of Columbia ha disposto il blocco dei finanziamenti federali alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Il giudice Royce C. Lambert ha infatti accolto il ricorso di alcuni scienziati statunitensi secondo i quali destinando soldi pubblici agli studi che usano embrioni “residui” delle cliniche della fertilità per ricavare cellule staminali, si viola una legge del 1996 che vieta la distruzione di embrioni umani.
 
«La ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali diminuirà le sofferenze», aveva detto Obama il 9 marzo 2009 firmando il decreto che “liberava” i fondi otto anni dopo il veto imposto da George W. Bush Jr.

 

Il colpo di spugna sulla svolta “scientista” del presidente Obama è motivato nelle quindici pagine della sentenza emessa dal giudice Lambert. Il documento verte su due punti. Anzitutto le nuove norme che autorizzano i finanziamenti federali per la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane violano la legge che vieta la distruzione di embrioni. Inoltre, si legge nel testo, l’amministrazione Obama in questo modo penalizza altri ricercatori che utilizzano metodi meno controversi, come quelli che si basano sulle cellule staminali estratte dal midollo spinale di persone adulte. Un settore questo che secondo il giudice che non avrebbe accesso ad adeguati finanziamenti.
 
Eppure, come sottolineano all’Aduc, (l’Associazione difesa utenti e consumatori da sempre molto attenta a queste tematiche), Obama consentiva la ricerca federale su tutte le colonie di staminali già esistenti, ma non, ad esempio, l’estrazione di nuove staminali dagli embrioni sovrannumerari. L’ordine esecutivo (che equivale a un decreto presidenziale) non legifera ex novo, ma si limita a precisare le volontà presidenziali sulle leggi esistenti. Sul tema, le leggi erano due. La prima, col nome di Dickey-Wicker, risale al 1996; da allora i parlamentari l’hanno rinnovata ogni anno. Mette al bando la ricerca finanziata da denaro federale sia se mira a creare embrioni umani (come avviene regolarmente nelle cliniche per la fecondazione assistita) sia se rischia di distruggere, eliminare o danneggiare embrioni.
 
Nel 2001, con un compromesso accuratamente lavorato, il presidente Bush aveva accettato il principio che i soldi pubblici possono essere usati per la ricerca solo se effettuata utilizzando un piccolo numero di colonie di staminali (21 in tutto) già esistenti perché già estratte prima dell’agosto di quell’anno. Questa è la norma che Obama ha revocato nel 2009, riaprendo le porte alla ricerca su tutte le linee di staminali prodotte nel frattempo dai laboratori privati. Non a caso la sentenza Lambert ha seminato scompiglio nelle cliniche universitarie dell’Unione, in particolare ad Harvard, uno degli atenei che ricevono cospicui finanziamenti federali. Il vice rettore Kevin Casey senza giri di parole si è detto «profondamente deluso».
 
«A lungo termine, l’impatto di questa ingiunzione si tradurrà in un sostanziale altolà alla maggior parte della ricerca sulle cellule staminali negli Stati Uniti», ha invece commentato al Los Angeles Times, Irving Weissman, direttore dello Stanford institute for stem cell biology and rigenerative medicine. Nessuna reazione, per ora, né dal National institutes of health (Nih, l’equivalente del nostro Istituto superiore di sanità) né dall’amministrazione Obama che potrebbe decidere di presentare appello o di rivedere le linee guida originarie stilate dal Nih. La palla passa al dipartimento di Giustizia che stando alla portavoce, Tracy Schmaler, ha iniziato a esaminare l’ingiunzione per valutare eventuali mosse. Al momento prevale l’incertezza sul reale effetto dell’ingiunzione del giudice Lambert: devono essere bloccati i progetti di ricerca in atto, o il veto ricade solo su quelli futuri?  

 

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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