Verdi: Controllare il Lago d’Averno
L'INIZIATIVA. Nuova manifestazione del Sole che ride presso lo specchio d’acqua sequestrato ai Casalesi. Critiche ai politici locali assenti.
Ecologisti in prima linea sul Lago d’Averno per protestare contro la mano nera della camorra: dopo i sigilli posti dalla Dia sui beni che erano stati affidati ai Casalesi per un valore di 15 milioni di euro, la richiesta di chi si è ritrovato ieri nei pressi dell’ex discoteca Aramacao è quella di risolvere un dissequestro rapido, affinché il lago venga di nuovo gestito pubblicamente. Davanti a un piccolo manipolo di forze dell’ordine un arbusto di ulivo veniva piantato nell’area pic-nic adiacente ai locali che per due anni erano stati gestiti dalla camorra, tramite la società Country Club, detenuta dall’affiliato Gennaro Cardillo.
Sono stati richiesti anche dei rilievi tecnici per verificare l’inquinamento nello specchio d’acqua. «Si tratta di effettuare uno scandagliamento del fondale – ha dichiarato il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli, presente all’iniziativa - per capire se è stato gettato qualcosa sul fondo del lago. I Casalesi sono sempre stati specializzati nel traffico di rifiuti tossici e nocivi e quindi nello sversamento dei bidoni, vogliamo capire se questo sito ha subito fenomeni di questo genere. Se ne dovranno occupare il ministero dell’Ambiente e l’Arpac regionale. Chiediamo al Presidente della Regione Caldoro di realizzare subito la delibera di acquisizione del lago. Abbiamo inoltre proposto a Don Ciotti e a Libera di organizzare qui concerti musicali per convogliare un pubblico giovane: dobbiamo riabilitare questa zona perché possa offrire lavoro ai nostri ragazzi in un territorio libero dalla criminalità».
Altro motivo di interesse è quello per la sanità ecologica di tutti i laghi della zona Flegrea, coinvolti durante gli scorsi mesi in numerosi rilevamenti di scarichi abusivi. Giovedì hanno rinunciato a presenziare tutti gli amministratori locali ed i segretari cittadini dei comuni di Bacoli, Pozzuoli e Monte di Procida. Meno le presenze anche rispetto all’iniziativa del Lago Day di qualche giorno fa.
«La questione della contaminazione delle acque nei Campi Flegrei va affrontata in modo globale - afferma il Commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli - e lunedì metteremo in pratica una nuova iniziativa di protesta all’esterno del depuratore di Cuma. L’inquinamento dei bacini lacustri della zona influisce anche su quello del mare: oltre al disastro dell’abusivismo, che va prontamente riportato alle autorità, il malfunzionamento dell’impianto dell’Hydrogest contribuisce a questo problema. Purtroppo oggi ci sentiamo isolati: non si è presentato nessuno dei rappresentanti delle istituzioni che abbiamo invitato».
Se gli scarichi abusivi andrebbero contrastati alla base, con denunce dei cittadini che ne indichino la posizione con esattezza, intanto sconforta la latitanza delle amministrazioni per richiedere il dissequestro del Lago d’Averno. «Nonostante sia stata un’azione simbolica – prosegue con amarezza Borrelli - è davvero incredibile che nessun esponente politico locale abbia ritenuto di esprimere un minimo di solidarietà. Già al Lago Day alcuni di quelli che avrebbero dovuto presenziare non c’erano, mentre oggi non è arrivato neanche il Pd».
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







