«Berlusconi teme il voto»

Valerio Ceva Grimaldi
02b.jpg

INTERVISTA. Parla Flavia Perina, deputata finiana e direttrice del Secolo d’Italia. «Nel nostro Paese è in atto una scomposizione del quadro politico. Tra noi e loro c’è una differenza: noi puntiamo ai contenuti».

Le parole di Gianfranco Fini disegnano un partito molto differente dalla Forza Italia di plastica di prima e la Forza Italia allargata di adesso». A poche ore dal vertice ad Arcore tra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi parla Flavia Perina, parlamentare finiana e direttrice del Secolo D’Italia.
 

Come giudica il discorso del presidente della Camera?
Reputo quello di Gianfranco Fini un discorso coraggioso, che ha ben superato la teoria del “chi te lo fa fare” dopo un’estate di veleni. Ricordo, solo come esempio, un titolo de Il Giornale che diceva “Il ruggito del coniglio”...
 
Qual è, secondo lei, il principale elemento di novità che emerge da Mirabello?
In quindici anni di berlusconismo abbiamo dimenticato che la principale caratteristica della destra italiana è il senso dello Stato. Temi che sono stati cancellati. Tra noi e loro c’è una differenza qualitativa, in termini di contenuti. Per esempio, la difesa da destra della magistratura, salvo singoli casi che risentono di un’eccessiva politicizzazione.
 
Fini è il presidente della Camera. E ha fatto un discorso da leader politico. Non è anomalo?
No. Fausto Bertinotti era il leader di una formazione politica di minoranza, Pietro Ingrao e Nilde Iotti sostenevano battaglie politiche. Quindi...
 
Come giudica la reazione di Silvio Berlusconi?
Il suo lunghissimo silenzio la dice lunga. Io penso che sia proprio il premier a non essere pronto al voto in caso di elezioni anticipate. Inoltre, va ricordato che alle ultime elezioni in cui è andata da sola Forza Italia ha preso il 24%: il Partito democratico ha preso più voti. La forza di Berlusconi è stata quella di aver aggregato parti politiche diverse. Ma ora sta cominciando a perdere pezzi. Le elezioni per lui sono un rischio. Anche nel Pdl stesso c’è questa sensazione. 
 
In caso di voto anticipato voi siete pronti?
Nessuno in Italia è pronto al voto tranne, mi pare, la Lega. Ma il discorso da fare è più ampio. La verità è che nel nostro Paese è in atto una scomposizione del quadro politico. A Mirabello Fini ha ben sottolineato, al contrario di quanto affermato più volte da Berlusconi, che la politica non è un “mestiere per maneggioni”, ed ha sottolineato l’importanza dei temi per una politica con la P maiuscola. A partire dai giovani.
 
Fini è diventato presidente della Camera grazie alla vittoria elettorale di Berlusconi...

Fini è un leader di un grande partito che ha fatto una scelta importante di cofondazione di un partito e che un mese e qualche giorno fa è stato cacciato dopo un’ora e mezza di dibattito e senza avere modo di rappresentare le sue ragioni. La categoria della gratitudine può riguardare altre persone che da zero sono diventati tutto non certo il leader di una forza politica che è radicata da oltre cinquant’anni in Italia. Gianfranco Fini non è Michela Brambilla che deve gratitudine al premier perchè è stata presa da una condizione di piccola o media imprenditrice ed è diventata ministro.    

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31