«No al culto del Capo»
POLEMICHE. Parla Gianmario Mariniello, direttore di Generazione Italia, il network dei finiani. La Brambilla minaccia querele? «Dimostreremo in tribunale la veridicità delle nostre denunce con tanto di testimonianze»
In attesa di vedere cosa dirà il presidente della Camera Fini domenica a Mirabello, sul palco della Festa tricolore, abbiamo chiesto a Gianmario Mariniello, direttore di Generazione Italia che cosa si aspettano i “finiani”.
Qual è l’idea di futuro d’Italia che hanno i giovani di Generazione Italia?
Mentre i giovani berlusconiani difendono il presente, mentre per loro tutto si risolve nel culto del Capo, in quel centralismo carismatico teorizzato anche nella prima e ultima direzione nazionale del Pdl, per noi l’Italia viene prima di tutto: vogliamo costruire il futuro del nostro Paese. Un futuro che dovrà essere di libertà, di mobilità sociale, opportunità e prospettive per noi e per chi verrà dopo di noi. Mentre oggi c’è una dittatura del presente che costringe il nostro Paese all’immobilismo. E a noi l’Italia così com’è non ci piace.
Cosa vi aspettate da Mirabello? Pensate sia necessario fondare un nuovo partito?
Ci aspettiamo una grande partecipazione di iscritti a Generazione Italia, di simpatizzanti, militanti ed elettori di Gianfranco Fini. I primi numeri dei primi giorni della Festa sono esaltanti, aldilà di ogni più rosea aspettativa. Il partito nuovo è - a mio avviso - nei fatti. C’è un mondo che non si rivede nel culto della personalità che è divenuto l’unico valore fondante il Pdl. Un mondo che vuole un nuovo grande partito, moderno, liberale, europeo.
Qual è il ruolo di Generazione Italia all’interno di Futuro e Libertà?
Generazione Italia è il motore di Fli, l’anello di congiunzione tra il gruppo parlamentare e il territorio, tra i nostri parlamentari e la base. Abbiamo diecimila iscritti in tutta Italia, un migliaio di amministratori che stanno con noi e un immenso popolo della rete che guarda a noi con interesse.
Ieri dal vostro sito avete denunciato che gli attivisti del Popolo della libertà, legati al ministro Brambilla, sono pronti a organizzare pullman per contestare Fini a Mirabello. Il ministro dice di essere estranea alla questione e che si tratta piuttosto di un «tentativo di mettere le mani avanti». Come stanno realmente le cose?
Dimostreremo in un’Aula di Tribunale la veridicità della nostra denuncia, con tanto di testimonianze, acquisendo i tabulati telefonici e tutto quanto servirà ad accertare la verità. Abbiamo fiducia nella magistratura (almeno noi…) e crediamo nella verità. Non inventiamo falsi scoop e le parole di Vitale Mattera sono la conferma alla notizia che abbiamo dato ieri. Se il ministro del Turismo Brambilla è davvero estranea alla vicenda, non dovrebbe denunciare noi di Generazione Italia – che ci siamo limitati a riportare un fatto – ma dovrebbe citare in Tribunale chi ha usato il suo nome per dare forza e credibilità a un’iniziativa patetica, eversiva e squadrista.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






