Anti nucleare in mostra

Riccardo Bottazzo (Terra a Nordest)
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MANIFESTAZIONE. Arriva sul tappeto rosso del Lido la protesta per il ritorno dell’atomo nella nostra regione.

Quello sul nucleare è un film che non vogliamo più rivedere. Lo ha ribadito il migliaio di persone che sabato 4 settembre ha accolto l’invito lanciato dalla rete veneta contro il nucleare e ha pacificamente sfilato nel pomeriggio lungo il gran Viale del Lido di Venezia; il “salotto buono” della 67esima mostra del cinema internazionale che si sta svolgendo in questi giorni nell’isola della città lagunare.
 
La manifestazione è stata prima di tutto una risposta a quanti, come ha recentemente affermato anche il delegato dell’Enel Fulvio Conti, hanno dichiarato che gli italiani sono in gran parte favorevoli al nucleare e che l’opposizione a questa cosiddetta “energia del futuro” è appannaggio di poche ed isolate frange di violenti. “Questa manifestazione ha dimostrato che è tutto il contrario - ha dichiarato Roberto Rossi, uno dei portavoce della rete anti nucleare -. La grande partecipazione alla nostra iniziativa di associazioni, movimenti, semplici cittadini  ha ribadito che l’Italia non vuole tornare indietro di vent’anni.
 
Gli applausi che hanno accompagnato il corteo provenivano tanto dai turisti quanto da residenti e commercianti. Persone che magari hanno votato questo governo o che non sfilano nelle manifestazioni ma che sono giustamente preoccupati di quale sarebbe l’impatto sul turismo e sul commercio se nella laguna sorgesse una centrale nucleare. Alle accuse di essere una minoranza rispondiamo che la minoranza sono  quelli che appoggiano il nucleare. E in quanto alla violenza, non è certo una nostra peculiarità. Casomai un esame di coscienza dovrebbero farselo coloro che impongono queste scelte dall’alto senza coinvolgere la popolazione locale. E’ questa la vera violenza e l’attentato alla democrazia”.
 
Rossi si riferisce in particolare al governatore veneto Luca Zaia che da ministro ha votato una legge che delega al governo centrale la scelta sulle politiche energentiche nucleari e sulla scelta dei siti, mentre da presidente della giunta regionale si schiera contro la centrale nel suo territorio. “Un bell’esempio di coerenza e di federalismo” ironizza Rossi.
 
La scelta della vetrina della mostra del cinema, se da un lato ha efficacemente servito da megafono internazionale alle denuncie dela rete, dall’altro ha presentato notevoli difficoltà organizzative. Per portare gli attivisti nell’isola, la erta ha organizzato una piccola flottiglia di motonavi che ha fatto da spola tra la terraferma - con base a Chioggia e al Tronchetto - e il Lido. Il servizio ha permesso ai tanti comitati regionali di portare i propri striscioni alla manifestazione. Tra i partecipanti più numerosi ricordiamo la rete nunuke di Chioggia e il Chioggialab, il comitati provenienti dalla bassa padovana come “lasciateci respirare” e “salute e ambiente”, l’assemblea permanente contro il rischio chimico di Marghera, centri sociali come il Pedro, il Rivolta e il Morion, e i movimenti del Polesine, una delle aree papabili per la realizzazione di una centrale nucleare.
 
Presenti anche gli attivisti di formazioni sindacali o politiche come verdi, federazione della sinistra, grillini che hanno comunque lasciato a casa le bandiere del partito per sventolare quella contro il nucleare. Alla fine del corteo, proprio davanti al palazzo del cinema, una applaudita delegazione dei manifestanti è salita sulla passerella delle star per spiegare a giornalisti, attori, registi e spettatori, le motivazioni della manifestazione.
 
Da sottolineare la presenza di una delegazione di biondi turisti austriaci e tedeschi, coordinata da Greenpeace, che hanno distribuito volantini “Für ein atomkraft-frese italien” (per una Italia libera dal nucleare) invitando gli altri turisti - che in estate e con la mostra del cinema al Lido sono davero tanti! - a chiedere al proprio albergatore e alla propria agenzia turistica di mobilitarsi col governo perché il Belpaese scelga la strada delle energie pulite e rinnovabili. Davvero, chiedevano, gli italiani vogliono inserire nel paesaggio lagunare di piazza San Marco, della Giudecca e dell’isola di San Giorgio, anche il minaccioso profilo di un reattore nucleare?   

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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