C’è del marcio in Val Vibrata
DENUNCIA. Il Wwf invia un dossier alla magistratura sulla situazione del torrente abruzzese.
«L'inquinamento da scarichi fognari non trattati è una delle cause più frequenti delle enteriti virali». A sostenerlo è il Wwf che, in seguito ai numerosi casi di enterite registrati nei giorni scorsi nei comuni di Alba Adriatica e Martinsicuro, bagnati dal torrente Vibrata, ha presentato un dossier alla magistratura sulla situazione del corso d’acqua.
Al contrario di quanto dichiarato alla stampa da autorevoli rappresentanti di amministrazioni pubbliche, il documento, ricco di dati tratti da pubblicazioni scientifiche, dimostrerebbe una correlazione diretta tra l’inquinamento delle acque da scarichi non trattati ed enteriti virali, causate anche da rotavirus. Secondo Augusto De Sanctis, referente acque del Wwf Abruzzo, le istituzioni avrebbero liquidato la questione con troppa velocità, affermando soltanto che le gastroenteriti sono state causate da rotavirus, mentre nelle acque analizzate sono stati rinvenuti colibatteri.
Le analisi effettuate dall’Arta, l’Agenzia regionale di tutela ambientale, nel torrente Vibrata hanno infatti confermato elevate concentrazioni di escherichia coli, azoto ammoniacale ed enterococchi, probabile conseguenza di sversamenti di liquami dovuti al malfunzionamento del depuratore consortile e ad alcuni scarichi abusivi individuati dalla polizia provinciale.
«Bisogna lavorare - ha detto De Sanctis - per individuare responsabilità e punti di criticità». L’associazione ambientalista denuncia l’indifferenza «di amministratori che solo ora stanno prendendo posizione a vario titolo su questa vicenda» e punta il dito su gravi ritardi nella realizzazione, da parte della Regione, del Piano di tutela delle acque, adottato solo poche settimane fa. La procura di Teramo, intanto, ha aperto un’inchiesta sulla vicenda e per 300 metri a sud e 250 a nord dalla foce del torrente inquinato è scattato il divieto di balneazione.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







