Depuratori, rischio collasso

Stefano Erbaggio (Terra Campania)
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EMERGENZA. Quasi tutti gli impianti della Regione funzionano a singhiozzo. Gli ecologisti lanciano l’allarme: «Ambiente in pericolo».

«Ennesima falla nel sistema di depurazione idrico campano: da martedì il depuratore di Capri, nella zona di Occhio Marino, è sotto sequestro. Dall’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara e dal pm Federico Bisceglia, con l’ausilio del Noe, emerge che l’impianto depurava solo il 20% delle acque nere, scaricando il restante 80% in mare. Tanto che molti albergatori, per risparmiare, preferivano approfittare del falso depuratore invece di portare gli scarichi sulla terraferma e farli depurare lì.
 
Tutto questo con il beneplacito del sindaco che, con una delibera dello scorso settembre, reiterata a maggio, ha autorizzato la ditta a cui è stata affidata la gestione dell’impianto, la Gori, a trattare solo in 20% delle acque reflue dell’isola. «Quest’estate»,  attacca il segretario di Legambiente Isola di Capri e Consigliere Nazionale, Nabil Pulita, «vorremmo dimenticarci di trovate estive esclusivamente d’immagine come i registri degli indesiderati di Capri o come settori dedicati ad attività strategiche non meglio conosciute: vorremmo che le energie siano spese ancora di più in politiche ambientali serie ed innovative per la nostra isola, perché è solo così che Capri potrà essere sempre quel meraviglioso posto che tutto il mondo conosce, tramandandolo di generazione in generazione».
 
Non è una novità, invece, la situazione flegrea: resa famosa un anno fa dal depuratore di Cuma: l’Hydrogest, la società che lo ha in gestione, ha rescisso il contratto con la Regione, bloccando quindi gli stipendi agli operai con il rischio che si ripeta un altro sciopero.
 
«Durante l’estate abbiamo fatto ben tre manifestazioni - dichiara il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli - fuori al depuratore di Cuma. I depuratori in Campania stanno diventando il primo problema ambientale della regione. Siamo pronti a sostenere ogni iniziativa dell’ attuale assessore all’Ambiente pur di risolvere questa drammatica situazione. Intanto solo il 25% delle acque della provincia di Napoli vengono depurate e gli scarichi abusivi aumentano di mese in mese. Bisogna affrontare di petto questa nuova emergenza prima di trovarci di fronte ad un disastro ambientale».
 
«I dirigenti dell’ Hydrogest, che gestiscono anche il depuratore di Cuma, ci avevano assicurato - spiegano il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli ed il presidente provinciale Carlo Ceparano - che almeno fino a settembre i pagamenti ai dipendenti erano certi. Oggi apprendiamo che invece da oggi questi lavoratori non percepiranno più le spettanze. Non vorremmo trovarci in una emergenza nell’emergenza con gesti estremi, e da condannare, come quelli dell’ estate 2009 in cui furono aperte le griglie e tutti i liquami furono sversati in mare senza alcun trattamento. Infine vorremmo far presente che all’ interno del depuratore di Cuma sono in corso dei lavori importanti con delle nuove vasche di depurazione realizzate al 90% che se attivate potrebbero essere fondamentali per risolvere una parte significative dei problemi del depuratore flegreo».   

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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