Giornate mediche per l’ambiente al via

INIZIATIVE. Dal 17 al 19 settembre gli studiosi dell’Isde tornano a discutere di mutamenti climatici e salute.

Ancora un’occasione per parlare di mutamenti climatici e danni alla salute. Dal 17 al 19 settembre esperti e studiosi del settore tornano in Toscana per discutere dell’aumento delle patologie neurodegenerative, immunomediate, endocrino-metaboliche e neoplastiche. A promuovere l’iniziativa è l’Isde (International Society of Doctors for the Environment), con l’obiettivo di adeguare le attuali metodologie di valutazione epidemiologica e tossicologica del rischio, ancora insufficienti a comprendere la rivoluzione epidemica in atto. 
 
Il programma di quest’anno prevede due parti: la prima “più scientifica” dal titolo Le Scienze biomediche a un bivio: tra genetica ed epigenetica si ispira all’idea “seminale” di Lorenzo Tomatis (uno dei più illustri esperti di prevenzione primaria dei tumori nel mondo, scomparso tre anni fa) di un nuovo paradigma neolamarckiano che trasformerebbe radicalmente l’approccio alla tematica ambiente e salute. La seconda invece lascerà maggiore spazio al confronto, alle proposte per migliorare la salute e l’ambiente, a cui parteciperanno anche le associazioni, le onlus e i comitati civici impegnati sul territorio.
 
«Ci sembra importante sottolineare il notevole rilievo scientifico e organizzativo del Congresso - affermano Roberto Romizi ed Ernesto Burgio, rispettivamente presidente e coordinatore comitato scientifico Isde Italia -. Si tratta, a nostra conoscenza, del primo Congresso multidisciplinare di livello nazionale su una tematica assolutamente fondamentale e per certi versi rivoluzionaria in ambito biomedico». 
 
Ma le iniziative promosse dall’Isde in Toscana non si esauriscono in questre tre giornate, il 10 e l’11 settembre ad Arezzo è previsto il workshop nazionale “Mutamenti climatici e danni alla salute: il ruolo delle città e dei territori”, mentre il 20 a Firenze si svolgerà il convegno nazionale “Malattie rare e ambiente”. 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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