I pendolari appiedati

Valerio Ceva Grimaldi
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IL CASO. La riduzione dei fondi provoca un forte decadimento della qualità del servizio ferroviario. In Campania dal 5 settembre tagliati 32 convogli. Dopo un’estate di disagi, la situazione peggiorerà ovunque.

I primi che avranno una brutta sorpresa sono i campani: dopo le denunce sui tagli alle risorse, a cui nel frattempo non si è posto rimedio, arrivano le prime conseguenze pratiche: dal 5 settembre i pendolari della regione subiranno un taglio di 32 treni sulle direttrici Napoli-Sapri, Caserta-Cassino, Salerno-Cosenza, Avellino-Rocchetta e Benevento-Foggia. La Regione, a corto di fondi, non ha risorse sufficienti per soddisfare il contratto di servizio stipulato con Trenitalia e, quindi, si è vista costretta a ridurre le corse.
 
«E dal 2011 le cose potrebbero andare peggio», avverte il segretario regionale della Filt Cgil Mario Salsano: «I treni soppressi potrebbero diventare 142». Ma nel resto d’Italia le cose non vanno meglio. Sotto accusa c’è il governo, che ha tagliato drasticamente le risorse al trasporto pubblico locale: 3,5 miliardi in meno nel triennio 2010-2012. Meno fondi alle Regioni, i cui bilanci spesso già boccheggiano, e, a cascata, meno soldi al trasporto ferroviario. Soluzione? O si aumentano le tariffe o si tagliano i treni. Spesso, l’una non esclude l’altra. 

 

Le prime avvisaglie dei disagi si sono già avute quest’estate. Qualche esempio? L’Associazione Pendolari Bologna-Portomaggiore ha più volte richiesto a Fer, l’azienda Ferroviaria dell’Emilia Romagna, di rivedere gli orari delle corse del mese di agosto, denunciando una pesante riduzione del servizio ferroviario quantificato in circa 25 corse. E sulla linea Carpi-Modena le cose sembrano non andare meglio. «Continuano le segnalazioni da parte dei passeggeri di disservizi nel trasporto ferroviario: così proprio non si può andare avanti e in vista delle ripresa delle attività dopo le ferie occorre che Trenitalia intervenga anche anticipando una serie di impegni presi nei confronti degli enti locali nei mesi scorsi», tuonava qualche giorno fa Stefano Vaccari, assessore provinciale all’Ambiente con delega alla Mobilità.
 
Nell’elenco dei problemi di queste ultime settimane, segnala il Comitato locale, spiccano i guasti momentanei dei tabelloni elettronici e una serie di ritardi dei treni del primo mattino, quelli utilizzati quotidianamente dai pendolari: in particolare, la corsa delle 8.20 che da Carpi dovrebbe arrivare a Modena alle 8.35, ha spesso qualche minuto di ritardo facendo perdere ai pendolari la coincidenza con il treno per Sassuolo. Poi sono segnalati alcuni guasti alle emettitrici automatiche, all’impianto di condizionamento in alcune carrozze e a volte, lamenta il Comitato, la qualità scadente delle stesse in particolare nel servizio Modena-Suzzara. Disservizi che colpiscono il nord come il sud: in Friuli Luigi Ferone, capogruppo dei Pensionati in Consiglio regionale, ha denunciato: «Sono quasi 100 i treni che nel mese di luglio sono stati soppressi nella rete regionale e ciò ha creato notevoli disagi tra gli utenti».
 
Sul piede di guerra anche gli utenti lombardi: «Ci attende un anno di viaggi su carri bestiame, un anno di ritardi, soppressioni e inefficienze», accusano i comitati di Rho. In Toscana una nuova protesta del “Comitato Pendolari” per i treni regionali in circolazione d’agosto sulla Direttissima Firenze-Roma in cui si parla di «carrozze vecchissime e pericolose». Agli inizi d’agosto, dopo un’ispezione alla stazione di Potenza, l’assessore regionale alle Infrastrutture Rosa Gentile ha parlato di «condizioni igieniche dei vagoni non sufficienti», definendo «intollerabili» quelle dei bagni delle carrozze utilizzate per comporre i convogli.
 
Pochi giorni fa a Genova, sul tavolo del procuratore Francesco Lalla, è arrivato un esposto dei pendolari sui disservizi degli Intercity 504 Livorno-Torino e 658 Livorno-Milano tra il capoluogo  ligure e La Spezia. Il portavoce del comitato dei pendolari liguri Carlo Palmieri e il presidente di Assoutenti Furio Truzzi hanno presentato una denuncia sottoscritta da 320 viaggiatori. E ancora: in Sicilia molti utenti, organizzati anch’essi in comitati, lamentano soppressioni improvvise (treno 8577, 8578, 8580 nei giorni 25 e 26 agosto), interruzioni, ritardi ai treni 3865 (118 minuti), 8575 (27 min.), (12878, che giornalmente è registrato in ritardo tra i 10  e i 20 minuti). Un ritorno al lavoro che, un po’ per tutti, s’annuncia sempre più amaro.   

 

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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