Il dragone tozzo europeo che visse in Romania

Alessio Nannini
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PALEONTOLOGIA. Studiosi rumeni e americani hanno pubblicato una ricerca eseguita sullo scheletro del Balaur bondoc, un dinosauro di due metri di lunghezza simile al Velociraptor. Rapido e feroce, visse nel Tardo Cretaceo.

Che il continente europeo fosse stato terra di pascolo o caccia dei dinosauri era cosa nota da tempo. Ma al contrario di altre zone, le Americhe e l’Africa, i ritrovamenti di specie estintesi milioni di anni fa erano cosa piuttosto rara. In Italia fece notizia il ritrovamento, nelle vicinanze di Benevento, di un fossile appartenente a un dinosauro molto piccolo, lo Scipionyx samniticus, presto ribattezzato Ciro ed entrato nelle simpatie degli italiani al punto da essere utilizzato (chiaramente in una sua versione tridimensionale animata) in programmi televisivi di divulgazione scientifica.
 
Altri fossili furono ritrovati in Svizzera, dove nel cantone Argovia si scoprì un vero e proprio cimitero con circa trecento esemplari di pletosauro, e in Spagna: presso Riodeva rividero la luce i resti di un enorme dinosauro, il Turiasaurus, risalente a centocinquanta milioni di anni fa e che rappresenta la specie di maggiori dimensioni mai scoperta in Europa: il suo omero è lungo quanto un uomo adulto, e si ipotizza che l’intero corpo raggiungesse i trenta metri di lunghezza per quaranta tonnellate di peso. Ma erano appunto eccezioni, perché la paleontologia aveva in altre aree il terreno privilegiato di ricerca.
 
Pochi giorni fa però un gruppo di paleontologi rumeni dell’università di Bucarest e americani del Museo di Storia Naturale Americano, hanno pubblicato su Pnas, la rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, i risultati di una serie di scavi fatti in Romania e che avevano portato alla scoperta, nel settembre scorso, di un animale prima sconosciuto: i resti includevano arti anteriori e posteriori, zampe, spina dorsale, costole e ossa della coda. Gli studiosi lo hanno chiamato Balaur bondoc, nome non scientifico che in lingua rumena sta per “dragone tozzo”.
 
Dall’analisi dei resti si è evinto che fosse un predatore molto feroce che si cibava di piccoli animali, straziati grazie a due grossi artigli posti sulle zampe. Visse nel Tardo Cretaceo, ossia circa sessantacinque milioni di anni fa. Aveva una lunghezza pari a circa due metri, arti e zampe posteriori molto tozzi con ossa fuse insieme, e le pelvi avevano enormi aree di attacco muscolare. Una forma cioè simile a quella del Velociraptor, il dinosauro divenuto celebre a seguito del film Jurassic Park, di cui condivideva appunto la tecnica di attacco in branco, e di alcuni esemplari affini e piumati che abitarono la Cina settanta milioni di anni or sono.
 
Questa parentela rappresenta uno degli aspetti più significativi del rinvenimento. Spiega infatti il coordinatore dello studio, il paleontologo Zoltan Csiki dell’università di Bucarest, che il Balaur bondoc rappresenta l’evidenza che l’Europa, composta alla fine del Cretaceo essenzialmente da un arcipelago di isole con animali diversi, più piccoli e primitivi rispetto a quelli dei continenti, avesse con questi almeno una connessione faunistica.
 
Connessione che alla fine degli anni Novanta, complice il ritrovamento in Transilvania di ossa e frammenti di scheletro oggi conservati al museo di Cluj, purtroppo in condizioni non sufficienti per uno studio approfondito, fu solo ipotizzata.  

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268 24 December 2011
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