Magica Istanbul, città in movimento
ANTEPRIMA. Dal 16 settembre alla Fondazione Stelline di Milano, una nuova mostra fotografica di Gabriele Basilico. In 30 immagini, cinque anni di trasformazione del paesaggio urbano della metropoli turca.
«Istanbul è un paesaggio della mente quasi onnipresente nella mia opera. È nel mio paesaggio interiore ma è anche la mia città vera, nella quale vivo da sempre. Anche se devo dire che, come ogni grande metropoli, è molto cambiata nel tempo. Ora le sue strade sono pieni di cartelli pubblicitari che una volta certo non c’erano, ma nel complesso la città storica è sempre quella».
Quando il premio Nobel per la Letteratura 2006, Orhan Pamuk, pronunciava queste parole per descrivere la propria città natale (alla quale ha dedicato quasi tutti i suoi romanzi), Gabriele Basilico aveva cominciato la sua avventura fotografica per le vie della metropoli turca già da due anni. Un viaggio per immagini, il suo, che si è concluso in questi mesi e che il fotografo e architetto milanese attraverso una selezione di 30 scatti inediti racconterà dal 16 settembre al 31 ottobre alla Fondazione Stelline di Milano con la mostra “Istanbul 05.010”.
C’è grande corrispondenza tra le parole dello scrittore turco e le immagini del maestro italiano. Scattate durante due campagne realizzate nel 2005, quando Basilico fu invitato alla IX Biennale Internazionale di Istanbul, e nel 2010, in occasione di Istanbul Capitale Europea della Cultura, le 30 foto documentano la trasformazione della metropoli turca che si rinnova senza perdere l’anima dell’antica Costantinopoli.
La ricerca indaga aree storiche consolidate della città e nuovi quartieri in via di espansione, ne risulta un’immersione nelle straordinarie dinamiche evolutive di una megalopoli crocevia di culture, dove convivono tradizione e aspettative per il futuro. L’attenzione di Gabriele Basilico si concentra sulla città intesa come corpo fisico in perenne “movimento” e come metafora degli aspetti sociali del nostro tempo. Senza dubbio questa mostra è conferma l’importanza del suo contributo alla documentazione fotografica dello spazio urbano contemporaneo degli ultimi 25 anni.
Nel 1991 partecipa alla missione su Beirut, città devastata dalla guerra civile durata 15 anni. Da allora, Gabriele Basilico ha prodotto e partecipato a numerosissimi progetti di documentazione in Italia e all’estero, che hanno generato decine di mostre e libri. Tra i lavori recenti, “Silicon Valley” (2008, su incarico del San Francisco MoMa), “Roma 2007”, realizzato per conto del Festival internazionale di fotografia 2008, e “Mosca Verticale”, indagine sul paesaggio urbano di Mosca, ripresa dalla sommità delle Sette Torri Staliniane.
Da sempre Basilico intreccia la sua instancabile indagine fotografica sulla morfologia e le trasformazioni della città e del paesaggio contemporaneo con attività seminariali, lezioni, conferenze, riflessioni condotte anche attraverso la parola scritta. Il volume Photo Books 1978-2005 (2006) riassume e illustra tutti i suoi libri personali e molti dei più importanti libri collettivi.
Il suo pensiero è stato raccolto e sintetizzato nel 2007 nel libro Gabriele Basilico. Architettura, città, visioni, a cura di Andrea Lissoni, e in un documentario in dvd che fa parte della serie dedicata ai grandi fotografi italiani, prodotta da Giart-Visioni d’arte (2009).
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







