Pendolari, fondi a zero
TRENI. Il governatore del Molise e vicepresidente della Conferenza delle Regioni Michele Iorio (Pdl) denuncia: «Il governo ha tagliato il 100% delle risorse alla mia regione. Cancellato il diritto alla mobilità».
ll governo taglia le risorse per i treni regionali. E le Regioni rischiano di andare sempre più in sofferenza economica. Come giudica la situazione, ora che i flussi di pendolari torneranno alla normalità?
Il sistema delle Regioni ha rappresentato al Governo nazionale la forte preoccupazione per la tipologia dei tagli operati con la manovra finanziaria varata prima della pausa estiva. Abbiamo evidenziato il pericolo che tali tagli compromettano ineluttabilmente, e in maniera forte e determinante, i servizi che le regioni prestano ai cittadini e particolarmente quelli che riguardano la mobilità e il trasporto ferroviario nello specifico. Abbiamo ricevuto la disponibilità del Governo a riparlare di questo specifico problema nell’ambito del rapporto con le Ferrovie dello Stato e Trenitalia. Ad ogni modo permangono le preoccupazioni giuste di ciascuna Regione per come e quanto possano essere devastanti sui singoli territori in questo particolare momento di crisi questi tagli senza un intervento adeguato del Governo. Mi auguro che si possa aprire un confronto al più presto nell’interesse dei viaggiatori ma anche dell’intera economia nazionale e regionale.
La Regione Campania ha già annunciato il taglio di 32 convogli a partire dal 5 settembre. Anche il governatore della Lombardia Formigoni ha denunciato la gravità della situazione. E già sono in corso forti aumenti delle tariffe. La Conferenza delle Regioni convocherà un tavolo con il governo?
La questione dovrà essere affrontata al più presto. Chiederemo un confronto su questa specifica problematica. Per quanto riguarda la mia regione debbo dire che l’ammontare dei tagli è pari al 100%. Non credo sia immaginabile pensare di praticamente cancellare il diritto dei cittadini molisani ad usufruire del trasporto ferroviario.
Le riduzioni di fondi non rischiano di penalizzare ulteriormente le Regioni meridionali, i cui bilanci sono mediamente più in difficoltà?
Sicuramente questi tagli colpiscono in modo più pesante le regioni del Sud che si vedono impossibilitate a poter rimpinguare i minori trasferimenti governativi con risorse proprie. Le emergenze sono tante e le disponibilità finanziarie sono inversamente proporzionate al numero delle difficili situazioni in essere nei singoli territori del Mezzogiorno. è evidente che se si pensa ad attuare una politica di rilancio del Sud, di sostegno alle imprese, di riassorbimento delle sacche di sofferenza sociale per quest’area del Paese, non si può né si deve operare riduzioni forti di servizi. Servizi che è bene ricordare già scontavano insufficienze e criticità tanto da incidere in maniera determinante sul gap di competitività territoriale tra Nord e Sud. Non può essere questa la via per attuare il nuovo Federalismo. Non si può chiedere eguali sacrifici a territori diseguali che scontano diverse problematiche, il più delle quali ataviche.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






