A Roma per dire No all'estradizione

Alessio Nannini
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MANIFESTAZIONE.La città scende in piazza per chiedere la liberazione di 3 giovani baschi detenuti nelle carceri italiane.

«No all’estradizione di Fermin, Artzai e Zurine!». È previsto per questa mattina a Roma, davanti a Piazzale Clodio, un presidio di protesta per chiedere la libertazione dei tre attivisti del movimento giovanile indipendentista basco che, dal 10 giugno, si trovano detenuti nelle carceri di Terni e Rebibbia dopo essere stati arrestati dalla Digos mentre volantinavano nei pressi del parlamento italiano.
 
«Sfuggiti alla maxi retata che il 24 novembre 2009 ha portato nelle carceri spagnole 34 giovani delle associazioni e dei collettivi della sinistra indipendentista basca - spiegano gli organizzatori della manifestazione in una nota - i tre giovani hanno cercato di rompere, attraverso una conferenza convocata a Roma, il muro mediatico che in Europa cela la repressione politica di cui è oggetto il movimento indipendentista basco.
 
Se i tre venissero consegnati alla Polizia Spagnola - aggiungono- rischierebbero di subire quei maltrattamenti e quelle torture che purtroppo costituiscono la normalità nei commissariati e nelle carceri spagnole. I governi democratici di Madrid - continua la nota - perpetrano infatti, in assoluta libertà, uno degli scandali politici più sconcertanti del continente: mettono al bando partiti e organizzazioni politiche, arrestano i loro militanti, li torturano nelle carceri, costringono l’intera sinistra indipendentista basca ad una condizione di illegalità.
 
A seguito dell’illegalizzazione di Segi nel 2005, una delle organizzazioni giovanili più numerose del Paese Basco, la persecuzione ha esteso il suo raggio d’azione a centinaia di giovani, negando loro i più elementari diritti civili e politici: dalla libertà di associarsi in organizzazioni politiche alla libertà di manifestare liberamente le proprie idee. Ai tre ragazzi, infatti, non è contestato alcun reato specifico, ma solo la supposta adesione all’organizzazione politica Segi. Eppure in Spagna rischiano dai 6 ai 12 anni di carcere per un reato di opinione».    

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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