Sakineh, oggi la protesta a Roma
IRAN. Oggi pomeriggio dalle ore 16:30 in poi i Verdi hanno organizzato una manifestazione «senza bandiere di partito» presso l’Ambasciata iraniana a Roma (Via Nomentana, 363).
Continua la mobilitazione a favore della donna iraniana che rischia la lapidazione per adulterio in Iran. Oggi pomeriggio dalle ore 16,30 in poi i Verdi hanno organizzato una manifestazione «senza bandiere di partito» presso l’Ambasciata iraniana a Roma (Via Nomentana, 363).
«Chiediamo a tutte le forze politiche e democratiche, alle associazioni ed ai movimenti di partecipare al presidio di oggi per salvare Sakineh Ashtiani dalla pena di morte». A lanciare l’appello è il presidente nazionale del Sole che ride, Angelo Bonelli, che aggiunge: «L’Italia, come hanno già fatto diversi paesi europei fra cui la Francia, deve far sentire forte la sua voce contro la violazione sistematica dei diritti umani perché quello che accade in Iran è una vergogna internazionale».
E se alla Francia è costata la condanna a morte alla première dame Carla Bruni, lanciata dal giornale ultraconservatore Kayahan, anche il nostro Paese, secondo Bonelli, deve essere pronto a mettersi in gioco. Sabato scorso si sono tenute manifestazioni in 100 piazze del mondo.
A Parigi hanno partecipato oltre un migliaio di persone. La mobilitazione è stata lanciata dal sito www.stopstonningnow.com. Intanto va avanti anche l’attività di pressione di Amnesty international che ha inviato pochi giorni fa le 39.463 firme raccolte contro l’esecuzione e inviate alle autorità iraniane. Sul sito della Ong, che si batte in difesa dei diritti umani, è possibile seguire anche tutti gli aggiornamenti sul processo alla donna accusata di complicità nell’omicidio del marito avvenuto per mano del suo presunto amante.
«Il 4 agosto - si legge - la Corte suprema ha iniziato un riesame della condanna a morte di Sakineh Mohammadi Ashtiani: lo scopo di tale decisione appare solo quello di ridurre la pressione internazionale sulle autorità, cambiando la modalità di esecuzione (in impiccagione ndr). La condanna alla lapidazione, però, resta in vigore». «Il regime iraniano sta manipolando gli atti giudiziari relativi al processo di mia madre – ha denunciato il figlio della donna Sajjad Baqerzadeh -. Un modo per manipolare la legittimità della sua difesa.
«Spero a questo punto che la morte mi colga, perché questa non è vita» ha aggiunto il ragazzo che si è anche rammaricato di essere nato nella Repubblica islamica. La possibilità che sua madre si salvi però è plausibile, finora la pressione internazionale sull’Iran è riuscita ad ottenere risultati positivi almeno nella scarcerazione dei “nemici politici” come il regista Jafar Panahi scarcerato a maggio, a cui però è stato negato il Passaporto per uscire dal Paese.
«Quella per Sakineh non è una battaglia di parte ma una mobilitazione a favore della vita e per il rispetto dei diritti umani», ricorda Bonelli. Per questo anche il Partito democratico e l’Italia dei valori parteciperanno al sit-in di oggi. Intanto, una gigantografia di Sakineh è stata esposta nel centro di Firenze, sul mercato di San Lorenzo, su iniziativa del presidente della Provincia, a cui fa eco l’annuncio della ministra delle Pari opportunità Mara Carfagna che farà la stessa cosa sulla facciata del suo dicastero.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






