Un artigiano tra suoni e immagini
NOTE. Premiato a Venezia da Cinecittà come miglior compositore dell’anno, Louis Siciliano racconta come nascono le sue colonne sonore, frutto di passione e impegno.
La sua è una visione antica fatta di piccoli passi e grandi atmosfere. Le colonne sonore di Louis Siciliano fanno pensare ai grandi spazi, fuori dai canoni classici. Chiuso nel suo studio, il compositore, sperimenta, ricerca, fino a trovare la chiave giusta che possa rendere unica una storia. Appena 35enne può vantare già una carriera decennale e collaborazioni con grandi registi come Salvatores e D’Alatri fino ad Amadei e al suo 20 sigarette in concorso a Venezia. E proprio in Laguna Siciliano è stato insignito del premio come miglior compositore dell’anno nell’ambito di “Incontri ravvicinati tra cinema e musica”.
Come ci si sente a ricevere il premio?
Il mio grande premio è quello di poter fare musica, certo avere un attestato di stima non fa che rafforzare la passione e la ricerca incessante. Parto da un presupposto, un musicista o chiunque fa arte o crea qualcosa non è altro che un diffusore, un’antenna che diffonde energia alle persone. La musica non è mia ma di tutti. Sapere che la musica può dare energia attraverso un film, un cd, un concerto è qualcosa che gratifica e mi dà forza. Il pubblico è come il sole per una pianta: vitale. Per un’arte che arrivi è fondamentale liberarsi dall’egocentrismo per riuscire a raggiungere la gente.
Questa sembra una caratteristica dell’autore di colonne sonore?
E' un lavoro corale, siamo tutti importanti, dall’attrezzista allo scenografo. è bello sentirsi parte di una squadra, di un gruppo che vuole portare una storia alla gente.
Il suo ultimo lavoro è la colonna sonora di 20 sigarette sull’attentato a Nassirya.
Quando ho finito di vedere 20 sigarette avevo un’emozione forte e lacerante. E' un film basato sull’umanità, quelle persone, quei soldati sono sempre nomi e cognomi che non associamo, nel film diventano esseri umani, diventano familiari, come degli amici. Entri in empatia con loro e questa cosa l’ho avvertita molto. Dopo aver visto il film nei dieci minuti successivi avevo nella mente tutta la colonna sonora.
La sua musica dà l’idea del viaggio, si sentono i grandi spazi.
E' proprio quello che volevo descrivere, spazi enorme in cui ti senti un granello.
Un tempo con le colonne sonore l’Italia era all’avanguardia, poi c’è stato un periodo in cui il mestiere era inflazionato, negli ultimi anni sta tornando.
A mio avviso prima di tutto viene l’artigianato, il mestiere. è un po’ come costruire dei mobili su misura per degli spazi. Bach amava dire: “Sono un compositore artigiano”. Lo stesso Duke Ellington era un artigiano pazzesco, questa dovrebbe essere la base per chiunque fa questo mestiere poi sarà il pubblico a decidere se questo artigianato debba essere elevato al rango di arte.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







