Ddl intercettazioni, il bavaglio è in arrivo
INFORMAZIONE. In arrivo alla Camera dei deputati il disegno di legge del governo che vieta la pubblicazione delle trascrizioni telefoniche. Inserite anche delle norme “ammazza blog”.
Conviene stilare un primo elenco di tutte quelle parole che non avremmo mai potuto sentire. Ricordate le risate degli imprenditori dopo il terremoto dell’Aquila? O quel “brucia tutto” che i tecnici di Gaia gridavano al telefono mentre ricevevano materiale pericoloso nell’inceneritore? O ancora, le parole sprezzanti dei mammasantissima, dalla Calabria fino alla Lombardia, pronunciate per dettare gli ordini di morte. Ecco, questa è la “vita degli altri” all’italiana, quell’insieme di pezzi di inchieste giudiziarie che hanno avuto almeno il pregio di mettere a nudo quello che il Paese continua a rifiutarsi di vedere. Il governo Berlusconi sta affilando le ultime armi rimaste per l’attacco finale alle odiatissime intercettazioni. Ne dovranno fare meno i magistrati, ma soprattutto nessuna parola potrà finire sui giornali.
Con una mediazione, proposta in un emendamento presentato dal capogruppo del Pdl in commissione giustizia Enrico Costa: il contenuto delle intercettazioni telefoniche e ambientali non potrà essere reso noto fino all’udienza filtro, ovvero quando Gip, Procura e avvocati discutono sull’ammissibilità delle singole telefonate all’interno dell’inchiesta. Non potranno essere pubblicate prima neanche quando sono riportate nelle ordinanze di custodia cautelare, provvedimenti che, al momento dell’esecuzione, vengono consegnati integralmente in copia agli arrestati e ai loro legali. Provvedimenti, quindi, non coperti più dal segreto d’indagine. L’attacco del governo non riguarda solo la cronaca giudiziaria dei giornali.
All’interno del provvedimento è stata inserita anche una norma fortemente restrittiva per i blog e i siti d’informazione, a prescindere dalla grandezza e dall’esistenza o meno di un gruppo editoriale. Il governo vorrebbe inserire l’obbligo di rettifica di una qualsiasi notizia entro le 48 ore, mantendendo visibile per trenta giorni in home page il testo inviato da chi si ritiene offeso o diffamato, o anche semplicemente criticato. La sanzione per chi non ottempera all’obbligo sarebbe pesantissima, da un minimo di 7.500 euro fino ad un massimo di 12.500 euro. La conferenza dei capigruppo della Camera dei deputati ha deciso che il testo del disegno di legge arrivi oggi in aula, con un voto sulle questioni pregiudiziali previsto per le 12.30. Poi la discussione dovrebbe riprendere mercoledì 12 ottobre. Un percorso non lunghissimo, che potrebbe portare a breve all’approvazione del testo.
Sul lato politico centrale è la posizione del terzo polo, gruppo che il Pdl sta cercando di coinvolgere con piccoli emendamenti, che, però, non influiscono sulla sostanza del provvedimento “bavaglio”. L’obiettivo del centrodestra è di ottenere almeno un’astensione, per non rischiare su un disegno di legge che Berlusconi giudica ovviamente strategico. I centristi, in questo senso, stanno dimostrando una certa disponibilità, facendo venire meno la pregiudiziale sul provvedimento. Un’apertira che Enrico Costa ha apertamente gradido: «Non ci aspettavamo immediatamente una condivisione della nostra proposta - ha spiegato il capo gruppo del Pdl in commissione - di rendere non pubblicabili tutte le intercettazioni fino all’udienza filtro, ma il segnale è positivo». In vista c’è la prossima campagna elettorale – che sembra sempre più vicina – che potrebbe vedere lo stesso Premier in forte difficoltà.
Ma questo provvedimento potrebbe far comodo a tanti, almeno a quei gruppi politici toccati sempre più spesso dai provvedimenti giudiziari, che si trasformano in inchieste giornalistiche. Sul fronte delle opposizioni durissima la posizione del Pd, che annuncia l’utilizzo di tutti i mezzi parlamentari per bloccare il disegno di legge. «La nostra posizione è chiarissima e lo vedrete dagli emendamenti: il Pd farà un’opposizione dura», ha annunciato ieri Bersani. Annuncia battaglia anche l’Italia dei valori: «La priorità del Pdl è mettere il bavaglio alla stampa e all’informazione per coprire gli scandali e le malefatte che hanno travolto Berlusconi e la cricca. Non ci può essere nessun punto di mediazione con chi antepone gli interessi di uno a quelli dell’Italia», ha dichiarato il capogruppo Idv Massimo Donadi.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







