DA NAPOLI IO NON FUGGO MA VORREI CHE MIA FIGLIA LO FACESSE di Antonio Marfella
Cara Terra,
ho letto l’articolo pubblicato mercoledì scorso dal titolo “Il cuore nero di Napoli. Via da qui, troppi rischi” http://www.terranews.it/news/2010/01/il-cuore-nero-di-napoli-%C2%AB-da-qui-troppi-rischi%C2%BB. Io sono nato a Mater Dei, pieno centro di Napoli, cresciuto a Santa Teresa degli Scalzi, sposato a via Foria e ogni sera a via Piazzi prego tutti i santi quando esce mia figlia.
Ovviamente, e non certo oggi, anche io sono stato rapinato e ho dovuto imparare tutti i trucchi per evitarlo. Per esempio, fui rapinato perché giravo da medico con una borsa da medico. Oggi non uso più borse da medico, mia moglie non usa più gioielli e neanche la fede d’oro, non per dissidi familiari ma per rapina con pistola in faccia a piazza Carlo III.
Ho una macchina a Gpl perfetta ma del 1998. Sono stato costretto a comprare un’auto nuova per mia figlia ma ha dovuto subire l’imposizione di auto di modesto valore commerciale e non di moda assolutamente per sperare di non attrarre rapine, e in ogni caso ha avuto ordine di non fare mai opposizione e io mi incazzo tremendamente se esce senza almeno 50 euro in tasca, come me.
Pare che questa, infatti, sia la tariffa base per comprare cocaina in due oggi, e la tariffa base per non avere uno sparo in faccia da cocainomani veri. Io non fuggo, non fuggirò, voglio morire anche ucciso nel centro storico di Napoli. Ma è certissimo che spero che mia figlia fugga!
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






Commenti
ribadisco...
in linea col mio pensiero che ho da poco espresso alla redazine e che è stato preso in considerazione. LE auguro vivamente che Sua figlia imposti il suo futuro altrove. Ad maiora!