FERROVIE E CONCORRENZA, LA REPLICA DI FS
Egregio Direttore, l’articolo “La concorrenza non piace a Fs”, pubblicato su Terra del 25 agosto, ci costringe a inviare alcune precisazioni. Rispetto alle accuse di monopolio rivolte a FS è il caso di ricordare che la liberalizzazione ferroviaria, in Italia, è una realtà ormai da anni. Hanno ottenuto il rilascio della licenza ben 62 imprese ferroviarie e trentuno sono oggi quelle operative. Numeri diversi da quel “sì e no una decina” riferiti, nell’intervista a corredo dell’articolo, dal patron di Arenaways, Giuseppe Arena. Tra queste società vi sono una pluralità di incumbent regionali di proprietà dei rispettivi enti locali e diverse imprese private o controllate da società estere, molte delle quali operano da anni nel trasporto merci e detengono quasi il 50% del mercato profittevole. Infine, lungo le linee dell’alta velocità, a partire dal 2011 opererà una compagnia privata (NTV). Al contrario di quanto l’articolo lascia intendere, citando il bilancio della tedesca Deutsche Bahn, si fa presente che i conti del Gruppo FS -come certificato dagli ultimi bilanci- sono in attivo e che le prospettive del 2010 confermano la stessa tendenza, raggiunta in meno di tre anni partendo da un deficit di oltre due miliardi di euro.. Per l’ennesima volta siamo costretti anche a precisare che Trenitalia non “gode di contributi pubblici”. Quelli che riceve da Stato e Regioni sono corrispettivi, cioè pagamenti a fronte di prestazioni erogate, alla stregua di qualsiasi altra ditta. L’entità di questi corrispettivi è fissata in un Contratto di Servizio ed è calcolata tenendo conto dell’altra fonte di ricavo, ossia i biglietti e gli abbonamenti venduti. La presenza di altri operatori concorrenti riduce, come è ovvio, questa seconda voce. Qualora in futuro dovessero essere nuovamente diffuse informazioni errate e fuorvianti riguardo all’attività del Gruppo FS, l’azienda si riserva di tutelare la propria immagine presso le sedi ritenute più opportune.
Federico Fabretti
Direzione Centrale Relazioni con i Media Fs
Dal sito www.ansf.it, l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, si può verificare agevolmente quante sono le imprese ferroviarie private provviste di Certificato di Sicurezza e operanti. Da tale elenco devono essere escluse le imprese ferroviarie regionali (controllate da Regioni o Comuni). Il totale è di 15 imprese (Rtc, Hupac, Railion db, Sbb Italia, Fret Italia, Sad, Linea, Ferrotranviaria, Rail one, Crossrail, Veolia, Cfi, Arenaways, Gts, Ntv). Dall’elenco potrebbero essere escluse Sad e Ferrotranviaria in quanto hanno partecipazioni regionali, seppur limitate, e sono titolari di contratto di servizio regionale. Ntv, impresa passeggeri, non è ancora operante. Numeri che, in ogni caso, sono nettamente inferiori alle 388 operanti in Germania, come esempio non esaustivo in campo europeo. Quanto a Fs, non abbiamo mai scritto che i suoi bilanci sono in rosso: abbiamo solo messo in evidenza che le Db tedesche, nonostante operino in un mercato più liberalizzato del nostro, presentano bilanci in attivo. L’auspicio di tutti, siamo certi, è che in Italia possa ulteriormente rafforzarsi il processo di liberalizzazione del mercato ferroviario, al solo scopo di aumentare la concorrenza e migliorare i servizi forniti ai viaggiatori da tutte le aziende realmente operanti.
Valerio Ceva Grimaldi
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.





