FONDI FAS AL SUD, ATTENZIONE A COME SI SPENDONO di Angelo Bruscino (presidente Confapi Giovani)

In autunno il Governo avvierà un programma di investimenti per il Mezzogiorno del valore di 100 miliardi di euro, che avrà come principali obbiettivi la realizzazione e l’ammodernamento delle infrastrutture e la creazione di imprese, per le quali saranno previste forme di incentivi e di benefit diversi da quelli posti in essere in passato quindi non di tipo assistenziale. Insomma nelle parole del ministro Fitto, le buone intenzioni non sembrano mancare e, anzi sembra che la presa di posizione di molti governatori del sud Italia, da Caldoro a Vendola, passando per Lombardo, abbia ottenuto il risultato di recuperare almeno una parte dei fondi FAS, che erano stati sottratti e/o dispersi altrove e che ammontano, vale la pena ricordarlo, a circa 40,5 miliardi di euro, ai quali si aggiungeranno altri 31,5 miliardi di fondi comunitari, unitamente a tutta una serie di vecchi finanziamenti mai realizzati o sfruttati in parte, pari a circa 6,6 miliardi, unitamente ad altri fondi da revocare perché giacenti su progetti mai partiti per decenni, pari a circa 11,8 miliardi, insomma mica bruscolini.
 
Eppure qui si riapre anche una vecchia e assurda questione, che speriamo insegni e faccia fare tesoro ai nuovi governanti, in passato delle somme totale messe a disposizione per il rilancio del sud si è speso male e poco, solo il 7% delle somme totali, come dire al danno la beffa di aver dimostrato tanto incapacità nel raccogliere una delle ultime e straordinarie opportunità date a questa parte di Italia che tanto arranca e stenta.
 
Con un’ esperienza terrificante del genere, ora si dovrà tenere alta l’ attenzione e sperare che non si commettano gli errori del passato, quindi necessario sarebbe sfruttare sul serio gli strumenti di verifica e di controllo sulla spesa e anzitutto scegliere come e dove spenderli questi euro, analizzando i bisogni reali di un territorio e della sua gente, senza eccessivi voli pindarici che creino le ennesime cattedrali nel deserto.
 
Lascio un ultimo spunto di riflessione sul perché bisogna puntare e stare molto attenti alla spesa di queste risorse al sud, che ad oggi è ancora il bacino demografico italiano con un bilancio delle nascite/morti positivo, quindi è per forza di cose il luogo dove nasce il futuro della nazione, quindi è indispensabile non trascurare questo dato, per consentire al futuro di tutti di realizzarsi dobbiamo creare le opportunità non solo di sopravvivenza, ma di conversione del territorio in un luogo dove si crei il domani e che non viva come troppo spesso accade nel passato remoto. 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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