IN EDICOLA: SCEGLI IL TUO TEDESCO. Ma quale mito tedesco

Sabato 04 settembre sulla prima pagina di Terra:

 
SCEGLI IL TUO TEDESCO
MA QUALE MITO TEDESCO
di Luca Bonaccorsi
 
ECONOMIA. Nella crisi mondiale spicca il successo economico della Germania, nuovo modello europeo. A colloquio con l’economista Sergio Cesaratto che avverte: «è un sistema insostenibile a livello globale».
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Inoltre, sempre su Terra:
 
A MILIONI NON HANNO CIBO
di Paolo Tosatti
  
MOZAMBICO. L’esecutivo di Maputo non riconsidererà gli incrementi già decisi, condannando alla povertà i due terzi della popolazione. E in tutto il mondo cresce il rischio di una nuova stagione di guerre per il pane.
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E tante altre notizie, approfondimenti e inchieste su Terra, primo quotidiano ecologista d'Italia. 

Commenti

BREVE COMMENTO.....

Ho letto il vostro articolo ..o meglio l'intervista del 'saggio' economista per l'aspirante 'capocordata'
di questa aspirata cima del benessere che chiamano Economia, quindi Europa.
Giorni fa, anche i vostri colleghi del Messaggero, in un breve articolo in prima pagina, rimproveravano
l'abdicazione dello scettro di comando da parte del fiero popolo germanico, vittima a loro dire, di un
egoismo che li rende prigionieri della stessa loro potenza entro e solo i confini non geografici, ma della
razza e del sangue crea in onor della geografia, deduco che, gli appassionati del culto potranno
individuare vecchi e nuovi alleati in questo mito antico. Quindi chiusi in questi confini, feudi, ed altri
tristi ricordi storici, dando per scontato che alcuni punti pil ottenuti al bazar dell'economia diano privilegio
di comando.
Non peccano solo di narcisismo.
Come angeli caduti, più belli, buoni, sani, (non credo intelligenti..)...e ariani, il guardarsi nello stagno del
proprio orto (e molto o troppo spesso in quello altrui...) è pratica antica.
Leggo stamattina (ma senza stupore..Il Fatto) esportata felicemente alle fiere e produttive contrade Padane.
Privilegiando l'ESSERE, quindi quella qualità umana e specifica che illumina l'Umanista, mi tornano in mente
le parole di Leo Lowenthal (I roghi dei libri): " NEL 1945, IN OCCASIONE DEI GIGANTESCHI BOMBARDAMENTI
AEREI, LO STREPITANTE 'WERWOLFSENDER' (la stazione radio - Lupo Solitario -) PROCLAMAVA CON
GROTTESCA SOLENNITA' DA ' CREPUSCOLO DEGLI DEI': ' IL NEMICO, CHE MIRAVA A DISTRUGGERE
IL FUTURO DELL'EUROPA E' RIUSCITO SOLTANTO A DISTRUGGERE IL PASSATO, COSI' E' SCOMPARSO
TUTTO CIO' CHE ERA VECCHIO E LOGORO'. E ' ADESSO CHE NON VI SONO ALTRO CHE MACERIE,
SIAMO COSTRETTI A RICOSTRUIRE L'EUROPA'. MOSTRUOSA E RIDICOLA PROIEZIONE PSICOLOGICA
DELLA MANCATA LIQUIDAZIONE DELLA STORIA, LA CUI RESPONSABILITA' E' ADDOSSATA AL NEMICO!"
(http://dialoghiconpietroautier.myblog.it/archive/2010/09/01/i-roghi-dei-libri.html e
http://dialoghiconpietroautier.myblog.it/archive/2010/09/01/i-roghi-dei-libri-2.... )
.....Concordo quindi con l'economista da voi intervistato, ritengo altresì che la storia non possa e debba
riconoscersi unicamente entro e solo valori puramente economici. Ciò vuol dire innanzitutto cercare e
privilegiare modelli sociali differenti fin quanto ora proposto e adottato.
La storia ci insegna, prima dell'economia, che il lento ciclo di uno stesso principio inscritto nel codice
genetico di una razza ( e con ciò applico volutamente un razzismo rovesciato nei soliti schemi concettuali
ed applicativi così come siamo soliti riconoscerlo, giustificato dalla genetica e non solo) non può che
condurre inevitabilmente alla catastrofe. E' nostro dovere, quindi, trovare modelli e principi differenti nella
scala di valori fin qui adottati, che possano consentire quel grado di benessere a cui tutti legittimamente
aspirano e cui abbiamo diritto. In questo la cultura, e non solo, sono importanti.
Se di utopia parlo, o di Rivoluzione, credo che il fallimento dei valori adottati conduca ad un inevitabile
ciclo storico uguale e circolare (nello zero che compone) inscritto nel valore 'tempo'. Le lancette dell'
orologio ritorneranno con immutato orrore ed in maniera irreversibile, agli stessi secondi, minuti ore e
giorni del quadrante della storia.
E' importante per questo non accettare ciò che diamo per scontato nei rintocchi del tempo che determina
la nostra socialità, questa va ampiamente ridiscussa, modificata, riconvertita. Un esempio può essere
la scelta improrogabile di una determinata economia energetica quale il petrolio.
Fin tanto che non privilegiamo altre fonti avremmo sempre e solo disastri, quindi rompere questo monopolio
e questa barriera economica nell'interesse giocato a favore di grandi società petrolifere.
Così come la guerra.
Fin tanto che esisteranno grandi produttori di armi, essa sarà condizione necessaria e sufficiente di questa
dubbia matematica inscritta all'interno del valore 'economia', pur essendo secondo capitale e valore
economico delle banche mondiali che gestiscono il potere. Prima del grande mercato della droga.
Per giudicare un popolo ed elevarlo a ruolo di leader bisogna conoscere la sua gente, vederla immersa
nelle proprie abitudini, piccole e grandi che siano di tutti i giorni, vedere se quello che abbiamo letto circa
di loro corrisponde al vero. Dopo, decidere se elevarli al ruolo di capi. Francamente ho verificato che nulla
è mutato da come era a come è! Dietro al falso perbenismo, disciplina, ordine, e integrità morale, si cela
un indiscusso e mai morto razzismo, così come nei loro vicini e affini parenti francesi.
Non cercare o abdicare capacità di cui siamo ancora capaci entro la storia, riconoscendo nell'inferiore ciò
che pensiamo o vogliamo superiore, non abdicare l'idealismo quella volontà di cambiare per far sì di veder
mutare la scala dei valori.
Per concludere, l'esempio di Obama, per quanto si dica a tal proposito è illuminante, nel momento in cui
il 'FARE' rimprovera all' 'ESSERE' la mancanza di produttività richiesta, il consenso cala. Il grafico del
gradimento sulla grande bilancia dei valori economici, scende, perché per l'appunto, talune scelte politiche
e sociali non sono state gradite. Vorremmo quindi un altro repubblicano, con un altra sporca guerra, con
un babbo alla CIA, ed interessi connessi con il mondo del petrolio e non solo?
Ci è più gradito se solo il grafico mutasse andamento?
NO!
Ci vuole una assennata politica sociale entro valori morali precisi inscritti anche in quella BABELE FIGLIA
DI NESSUN PRINCIPIO che chiamano BORSA. E quando si creano regole e leggi che tutelano risparmiatori
ed azionisti, ecco che d'incanto l'anarchia e dittatura dei nostri e soli riferimenti sociali battere la lingua sul
tamburo dell'ingiuria.
I loro interessi sono gravidi di speculazioni senza limiti e principi.

Vi saluto distintamente e vi auguro Buon lavoro (Giuliano Lazzari, 04/09/2010/ h. 10,00)

http://giulianolazzari.myblog.it/archive/2010/07/08/dodicesima-lettera.html

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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