PER L'EOLICO, SEMPRE E COMUNQUE di Luca Bonaccorsi
Caro dott. Marcelli,
siamo chiaramente daccordo sulla colpevole carenza di investimenti in risparmio energetico ed efficienza in Italia. E siamo daccordo sulla critica ai certificati verdi, che andrebbero sostituiti a nostro avviso dal meccanismo del “conto energia”. Non siamo però daccordo, intanto, sull’impatto paesaggistico delle pale. Sono davvero le pale a distruggere il paesaggio italiano? Al punto che alla fin fine è meglio una centrale tradizionale o un pò di nucleare? Il paesaggio italiano ha ben altri altri nemici: il cemento, l’abusivismo, per finire al milione e mezzo di piloni della luce che hanno invaso crinali e colline (il riferimento alla valle dei Templi poi mi pare poco azzeccato). E' in questo contesto che si inserisce e si aggiunge l’eolico. Il paesaggio? Questo problema va affrontato certo, vanno stabilite regole che consentano il miglior inserimento degli impianti, tutto lavoro che i governi regionali dovrebbero portare a termine. Però, si renda conto anche lei che ormai la polemica è sapientemente diretta sul solare a terra (si veda l’articolo di Rizzo e Stella sul Corriere). E scartato il vento, il solare e le biomasse (perchè fanno polveri sottili e aprono varchi ai rifiuti e all’olio malese), senza dimenticare l’idroelettrico (che distrugge fiumi e monti) non resterà che produrre energia con carbone e nucleare perché anche i cicli combinati a metano non vanno perchè fanno polveri sottili. Scusi lo sfogo un pò polemico, ma il “movimento” in atto porterà alla marginalizzazione del contributo delle rinnovabili e alla indispensabilità del carbone e del nucleare. Scommettiamo che sarà questo il risultato di certo ambientalismo? Grazie per l’attenzione con cui ci segue.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.





