La strage di Marzabotto negli occhi dell’innocenza

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Alessia Mazzenga

CINEMA «Vorrei che questo film fosse l’occasione per riportare l’attenzione sulla difesa della vita come primo obiettivo dell’umanità». A colloquio con Giorgio Diritti, regista di “L’uomo che verrà”, uno dei film in concorso al Festival cinematografico di Roma che si sta svolgendo in questi giorni.

A Monte Sole, non lontano da Bologna, Martina, una bambina di 8 anni aspetta che nasca il fratellino. È l’inverno del 1943. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre il bambino nasce, ma contemporaneamente i nazisti entrano in paese per rastrellare la popolazione. L’eccidio di Marzabotto, dove persero la vita 770 persone, è la storia che viene raccontata da Giorgio Diritti nel film L’uomo che verrà. Una delle tre pellicole italiane in concorso al Festival internazionale del film di Roma.

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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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