L’agricoltura biologica nell’Unione Europea continua a crescere a ritmo sostenuto. Gli europei si fidano poco degli Ogm ma anche dell’agricoltura tradizionale, e preferiscono sempre di più le coltivazioni bio.

Questo è quanto emerge dal rapporto dell’Istituto Internazionale per la Ricerca sull’Agricoltura Biologica (FIBL).

Il dato spagnolo

Il dato spagnolo è forse il più sorprendente. Il paese iberico infatti, assieme al Portogallo, è l’unico ad aver autorizzato ufficialmente gli Ogm, ma la popolazione ha già bocciato la scelta e la Spagna oggi è il paese con più ettari coltivati in biologico. Di contro, le coltivazioni Ogm in Spagna continuano a diminuire.

L’Italia è in seconda posizione per ettari coltivati (circa 1,8 milioni), ma è la nazione con più operatori (72.154), aumentati del 20 per cento rispetto a tre anni fa. Vanno forte anche le esportazioni (+5%) e il mercato domestico (vendite a +9%).

Sono i dati disponibili per la Fiera Internazionale del Biologico Biofach 2018 di Norimberga, chiusasi pochi giorni fa.

Le conclusioni

Appare chiaro che gli europei amino il biologico più dell’agricoltura tradizionale, per non parlare di quella transgenica, vietata da tutti i membri tranne che nella penisola iberica. Qui comunque le coltivazioni Ogm sono in regresso, a favore di quelle biologiche che continuano ad aumentare.

Gli europei vogliono mangiare sano, e premiano il bio, anche se si tratta di spendere di più.

I fatturati del biologico aumentano, e la spinta dell’opinione pubblica ha fino ad ora posto un “veto” ai governi sulle autorizzazioni alle culture transgeniche.

L’Europa, al contrario dell’America del nord, sembra molto più attenta alla salute. Gli europei sono generalmente meno obesi degli americani, e la tendenza, almeno sull’alimentazione, è quella di rifiutare il cibo spazzatura.

Certamente ci sono delle grandi sacche ancora di alimentazione non sana, ma in generale gli europei tendono ad informarsi di più e a preferire cibi sani e poco raffinati.