Cranberry

I cranberry, in Italia comunemente chiamati “mirtilli rossi”, non sempre hanno il merito di finire nella lista degli alimenti di benessere, nonostante si tratti di bacche ricche di antiossidanti.

Di fatti, quando si pensa al supporto antiossidante che la natura può darci, è più probabile che la mente corra verso more, lamponi o fragole, sottovalutando invece la portata dei cranberry, “titolari” di oltre due dozzine di fitonutrienti antiossidanti, in grado di sviluppare – appunto – la capacità antiossidante complessiva del nostro organismo e ridurre il rischio di stress ossidativo.

Per questi e altri motivi, i mirtilli rossi meritano il pieno riconoscimento come frutto di grande sostegno alla nostra salute, per i benefici per l’organismo.

Cranberry e infezioni del tratto urinario

Se c’è una patologia per la quale i mirtilli rossi vengono spesso chiamati in causa sono le infezioni del tratto urinario. Ma è vero che i cranberry sono un vero e proprio portento contro queste infezioni?

In realtà, la ricerca su mirtilli rossi e sulle infezioni del tratto urinario è alquanto confusa, a causa di un numero ragionevolmente elevato di studi che hanno dato risultati “misti”. Generalmente, si suole però affermare che effettivamente esiste un miglioramento delle difese contro le infezioni del tratto urinario in seguito all’assunzione del mirtillo in varie circostanze, ma in un modo che non è ancora del tutto prevedibile e tangibile, valutato anche il ricco ventaglio di diverse cause di infezione al tratto urinario.

La conservazione dei cranberry

La conservazione dei cranberry

Un’altra determinante che influenza l’efficacia dei mirtilli rossi è data anche dal loro stato di conservazione. Uno studio recente ha ad esempio dimostrato che le antocianine nei mirtilli rossi sono sensibili alla temperatura durante lo stoccaggio e subiscono una degradazione (principalmente dovuta all’attività enzimatica) quando le temperature aumentano al di sopra del congelamento. Tuttavia, a temperature di congelamento (0 ° C), la perdita di antocianine sembra essere prevenuta quasi interamente per un lungo periodo di tempo.

Insomma, sulla base di questi risultati dello studio e di altri risultati che sono stati esaminati, gli esperti consigliano di procedere con lo stoccaggio congelato di mirtilli (se necessario) per un periodo comunque non oltre i 6-12 mesi.

Caratteristiche nutritive dei cranberry

Una tazza (100 grammi) di mirtilli rossi, freschi e interi, contengono:

  • calorie: 46
  • vitamina C 18%
  • manganese 16%
  • fibre 16%
  • vitamina E 8%
  • vitamina K 6%
  • acido pantotenico 6%

I fitonutrienti dei mirtilli rossi

Secondo numerosi studi, oltre due dozzine di fitonutrienti in grado di sostenere la salute umana sono stati identificati nei mirtilli, con le proantocianidine e gli antociani che hanno rappresentato la parte più interessante delle osservazioni. Questi due gruppi di fitonutrienti sono infatti correlati: le proantocianidine sono molecole più grandi, dalle quali si possono produrre antociani. Ma hanno anche proprietà benefiche per la salute: non è raro trovare 150-350 milligrammi di proantocianidine per tazza fresca di mirtilli rossi e 15 – 170 milligrammi di antociani. Entrambi i fitonutrienti hanno dimostrato spiccate proprietà antiossidanti e / o antinfiammatorie, oltre ad altri benefici per la salute.

Cranberry e malattie cardiovascolari

tazza di cranberry

Due condizioni indesiderate nel nostro sistema cardiovascolare – la presenza di stress ossidativo e la presenza di infiammazione cronica – sono fattori di rischio per una varietà di malattie cardiovascolari croniche. In questo contesto, non dovrebbe dunque sorprendere sapere che i mirtilli forniscono alcuni supporti utili per poter conseguire duraturi benefici cardiovascolari.

Queste bacche sono infatti una fonte concentrata di fitonutrienti sia antiossidanti che antinfiammatori, oltre che di vitamina C e di vitamina E, due nutrienti antiossidanti fondamentali. Inoltre, sono un’ottima fonte di manganese minerale, necessario per il corretto funzionamento di alcune forme dell’enzima superossido dismutasi.

Studi multipli hanno dimostrato la forza del consumo di mirtillo rosso di aumentare la capacità antiossidante totale nel nostro sangue: per la maggior parte, questi studi hanno comportato l’assunzione di succo di mirtillo rosso in quantità di circa 2 – 3 tazze al giorno per un periodo di 2 – 4 settimane. Livelli simili di assunzione di succo di mirtillo hanno dimostrato di ridurre i livelli ematici di colesterolo totale  e trigliceridi.

Inoltre, è stato dimostrato che i livelli di due apolipoproteine (denominate ApoA e ApoB) cambiano in seguito al consumo di succo di mirtillo. L’assunzione di succo di mirtillo, in modo più specifico, ha dimostrato di diminuire i livelli di ApoB e aumentare i livelli di ApoA-1: un mix di cambiamenti che è necessario per poter ridurre il rischio di diverse malattie cardiovascolari, tra cui l’aterosclerosi.

I benefici cardiovascolari del consumo di mirtillo sono stati dimostrati anche stati protagonisti di altre ricerche che si sono concentrate sulla sindrome metabolica. Tale sindrome non è considerata una malattia cronica, ma piuttosto un fattore di rischio chiave per molte malattie croniche, tra cui molteplici patologie del sistema cardiovascolare. Il consumo di circa 2 tazze di succo di mirtillo al giorno per un periodo di 8 – 12 settimane  ha migliorato praticamente tutti i risultati del laboratorio sul fronte cardiovascolare.

Altri potenziali benefici per la salute fanno poi riferimento all’ottimo contenuto di fibre dei mirtilli, al loro bassissimo contenuto di zuccheri (in forma fresca) e alla loro concentrazione di fitonutrienti  antiossidanti e antinfiammatori: tuttavia, è presto per cantare vittoria. I mirtilli rossi raramente vengono citati per i loro potenziali benefici per la salute, e uno dei motivi di questa trascuratezza è la mancanza di studi sull’uomo su larga scala.

Un secondo fattore che oscura parzialmente la ricerca sui mirtilli è la forma con cui la maggior parte dei consumatori ama assumere i mirtilli, cioè non pura, bensì integrata ad altri elementi come lo zucchero. Non è affatto raro che un succo di mirtillo “commerciale” contenga 25-30 grammi di zucchero aggiunto per confezione. Inoltre, anche i mirtilli essiccati sono tipicamente addolciti e contengono normalmente circa 8 grammi di zucchero per cucchiaio.

Caratteristiche che, evidentemente, vanno a pregiudicare la corretta analisi delle conseguenze dell’uso dei mirtilli rossi nella propria dieta.